La Canzone d'Autore Italiana
Impressioni di settembre
(1971 - Mogol, Pagani, Mussida)
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
"Storia di un minuto" (1972), LP d'esordio della PFM, colpisce sin dalla copertina, indecifrabile ed onirica, con la sola sigla del gruppo a spiccare. Destinato a scalar subito le classifiche di vendita, il disco fa sfoggio di un suono ove sono raccolte e rielaborate le influenze più disparate, dalla classica al folk. In un succedersi di brani tutti di alto livello, emergono la lenta e trasognata "La carrozza di Hans" ("Strade e strade correrai, / senza contare, cieli e cieli finirai, / tu sai volare...") e la tarantella rock "E' festa", che diventerà un successo pure sul mercato estero col titolo "Celebration". Ma il titolo che meglio sintetizza la poetica del gruppo è sicuramente "Impressioni di settembre", già apparso su 45 giri l'anno precedente. Forte d'un suggestivo testo di Mogol e Mauro Pagani, il pezzo ha il ritornello eseguito dal moog, strumento allora all'avanguardia per il nostro paese: nella versione presentata sul 33 giri fa la propria comparsa il mellotron, ad aggiungere suggestione ulteriore. Alla canzone, oramai divenuta un classico del pop nostrano, ha prestato omaggio trent'anni dopo Franco Battiato con una stupenda cover inserita nell'album "Fleurs 3" (2002).
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
"Storia di un minuto" (1972), LP d'esordio della PFM, colpisce sin dalla copertina, indecifrabile ed onirica, con la sola sigla del gruppo a spiccare. Destinato a scalar subito le classifiche di vendita, il disco fa sfoggio di un suono ove sono raccolte e rielaborate le influenze più disparate, dalla classica al folk. In un succedersi di brani tutti di alto livello, emergono la lenta e trasognata "La carrozza di Hans" ("Strade e strade correrai, / senza contare, cieli e cieli finirai, / tu sai volare...") e la tarantella rock "E' festa", che diventerà un successo pure sul mercato estero col titolo "Celebration". Ma il titolo che meglio sintetizza la poetica del gruppo è sicuramente "Impressioni di settembre", già apparso su 45 giri l'anno precedente. Forte d'un suggestivo testo di Mogol e Mauro Pagani, il pezzo ha il ritornello eseguito dal moog, strumento allora all'avanguardia per il nostro paese: nella versione presentata sul 33 giri fa la propria comparsa il mellotron, ad aggiungere suggestione ulteriore. Alla canzone, oramai divenuta un classico del pop nostrano, ha prestato omaggio trent'anni dopo Franco Battiato con una stupenda cover inserita nell'album "Fleurs 3" (2002).
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