La Canzone d'Autore Italiana
Enrico Ruggeri
Il mare d'inverno
Segnala la pagina
(1983 - Ruggeri)

Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
E verso l'interno,
qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata,
una lettera che il vento sta portando via,
punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui solo a cercare un caffè.

Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità,
Macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d'estate non cade.
E io che non riesco nemmeno a parlare con me.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure,
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera, uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Questo vento agita anche me,
quest vento agita anche......

Autore prolifico come pochi, Enrico Ruggeri ha firmato per i propri colleghi innumerevoli brani: basti citare "Canta ancora per me" e "Anna e il freddo che ha" per Morandi, "Colpo di fulmine" per Anna Oxa, "La giostra della memoria" e "Ascolta l'infinito" per Fiorella Mannoia, "Domani più su" per Mia Martini, "Tu vivrai" per i Pooh. La più nota delle canzoni sue scritte per altri, però, rimane probabilmente "Il mare d'inverno" (1983), portata al successo da Loredana Berté, che la include nell'album "Jazz". La composizione è fra le più riuscite del cantautore milanese: testo e musica procedono all'unisono nel comporre un acquarello malinconico e lieve, dal sapore gozzaniano. Alla desolazione della stagione fredda non fa da possibile contraltare il futuro arrivo dell'estate: la malinconia è nello sguardo di chi osserva ("Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via / Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia"), l'estate è solo - come in un racconto di Quarantotti Gambini - un'illusione in più.
Pubblicità
Pubblicità