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Americana 
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Valerio Caprara: Sentieri Selvaggi
Informazioni
Valerio Caprara
Sentieri Selvaggi
4 voll. 
Bulzoni
2003
Pagine 272
Euro 22,00

“Un americanista cinematografico, prima ancora che la propria area di competenza, ha dovuto spesso difendere e motivare il dna della propria passione, le coordinate politiche del proprio coinvolgimento, le chiavi psicologiche delle proprie ricerche”: così, con il piglio polemico e battagliero che ne ha semrpe contraddistinto gli scritti, si esprime Valerio Caprara - professore di Storia e critica del cinema all'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”, autore di saggi e monografie nonché critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino” - nella brillante introduzione ai quattro volumi di “Sentieri Selvaggi” (Bulzoni, pp.272 ciascuno, € 22 cad.), ove sono raccolte le sue più significative recensioni di film Usa nel ventennio compreso tra il 1979 ed il 1999.
Nell'enorme mole dell'opera, viene riproposto “il rapporto con l'America che abbiamo continuato a sognare, che non abbiamo mai voluto dividere tra ‘vera e perfida', ‘falsa e buona', l'America dei film peggiori che si sono fatti amare più dei film migliori di altri continenti cinematografici”. In controtendenza rispetto alla stragrande maggioranza dei suoi colleghi “quotidianisti”, infatti, l'attenzione riservata da Caprara alla cinematografia statunitense è sempre stata senza se e senza ma: egli non ha mai fatta sua la famosa frase di Jean-Luc Godard (“Come posso odiare John Wayne che appoggia Goldwater e amarlo teneramente quando solleva bruscamente con le braccia Natalie Wood nella penultima bobina di ‘Sentieri selvaggi'?”), ha scelto con determinazione, invece, di evitare filtri ideologici nel giudizio su ogni pellicola.
Chiarite le coordinate del percorso, il lettore è invitato ad un viaggio nella celluloide yankee di fine millennio decisamente godibile: se il parametro prediletto è quello del “cinema-cinema”, coerentemente vengon spese parole d'elogio per la maestosa classicità di Clint Eastwood come pel gusto del “plagiarism” tipico di Brian De Palma. La prosa scorrevole ed aguzza del Nostro rende assai agevole il gironzolare tra titoli e registi: e compone un quadro mosso, vivace, puntuale dello stato dell'arte filmica del tempo.

Francesco Troiano