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Dimmi che non vuoi morire di Massimo Carlotto e Igort
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Dimmi che non vuoi morire di Massimo Carlotto e Igort, copertina del libro
Informazioni
di Massimo Carlotto e Igort
Mondadori, 2007
pp. 142, ill.
euro 15,00
In un'altra graphic novel del 2007, Cacciatori nelle tenebre, Carofiglio ha rinunciato a dare una fisionomia al protagonista dei suoi romanzi, l'avvocato Guerrieri, incentrando la storia su un diverso personaggio (Guerrieri fa un'apparizione ma lo vediamo solo di spalle). Massimo Carlotto ha compiuto la scelta opposta, affidando a un grande disegnatore, Igort, il compito di rappresentare graficamente il suo Alligatore; proprio lui, che nei cinque precedenti romanzi della serie non aveva mai descritto fisicamente il suo eroe. Cosa curiosa, il volto disegnato sulla copertina dell'omnibus che ora raccoglie quei cinque romanzi non assomiglia affatto a quello ideato da Igort, "una faccia d'altri tempi, che poteva somigliare a quei visi ampi da bambino che caratterizzavano certi attori del passato, da Lino Ventura a Marlon Brando" (spiega nell'appendice); ed è forse un modo per ribadire che i personaggi di fantasia devono conservare un'indeterminatezza che ne consenta l'alterazione e appropriazione, da parte dei lettori o di altri mezzi espressivi, sfuggendo alla standardizzazione dell'immaginario che spesso l'industria della cultura di massa cerca di stabilire. Del resto anche la storia narrata in Dimmi che non vuoi morire affronta la questione dell'identità nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. La donna che l'Alligatore e i suoi soci devono trovare e poi proteggere si atteggia, veste, trucca come Patty Pravo, e ne canta le canzoni anni '60: un'inattualità non necessaria all'intreccio e proprio per questo significativa. Come il design della Chrysler PT Cruiser su cui viaggiano, "una macchina da gangster anni Quaranta"; come il loro codice di comportamento, la loro correttezza, che contrasta con la freddezza con cui, per esempio, torturano un informatore o danno il colpo di grazia a un testimone scomodo: "Avremmo intascato la parte che ci serviva per coprire le spese dell'indagine e il resto sarebbe finito nelle mani della vedova. Anche noi avevamo la nostra etica". L'Alligatore possiede un locale, ama il blues, beve calvados, è un cinico sentimentale in fuga dai suoi ricordi: più che Marlon Brando sembra Humphrey Bogart, o meglio il Rick di Casablanca. Le tavole di Igort ribadiscono questa sistematica imprecisione temporale: con il loro chiaroscuro un po' sfuocato e la predominanza delle ombre, rese però non dal nero, che si sarebbe fuso con i grigi, ma da un azzurro uniforme, una bicromia che suggerire incertezza fra il bianco e nero e il colore. Non si tratta di un'operazione documentaristica, volta a ricostruire un periodo storico determinato, che può significare qualcosa per una generazione di lettori ma non per altre; a essere evocato è piuttosto il tempo in cui il lettore ha acquisito il senso del passato, il proprio e quello storico, e attraverso esso ha sviluppato vincoli di appartenenza: non dunque gli anni della seconda guerra mondiale in cui Casablanca fu girato ed è ambientato, ma quelli, quali che siano, in cui uno specifico spettatore lo ha visto e assimilato, al cinema o sullo schermo della tv. Il noir si presta particolarmente bene a questo tipo di recupero emozionale del tempo perduto: in esso, a differenza che nel giallo, il mistero non viene svelato in maniera completa, tende a restare aperto, a rivelarsi intrinseco all'ambiente e alla natura umana più che alle circostanze o intenzioni individuali. Carlotto, in questo come nei precedenti romanzi, è abile nello sfruttarne le caratteristiche: giocando con stereotipi, allusioni e citazioni, insomma con la norma e la tradizione di questo genere letterario, per denunciare la violenza, l'avidità e l'arroganza del presente, della nostra società, soprattutto dei ceti più ricchi e potenti. Quanto al genere della graphic novel, che è fumetto, sì, ma con chiare ambizioni letterarie e senza il carattere di serialità e di sostanziale invariabilità degli albi a periodicità fissa, la qualità dei prodotti recenti e l'interesse di molti scrittori affermati a scrivere sceneggiature originali in stretta collaborazione con i disegnatori, fa prevedere che stia diventando il settore di punta della letteratura italiana contemporanea, quello in cui il nostro paese portebbe acquisire una posizione di preminenza a livello mondiale.

Giudizio:
Giudizio: Tre stelle

Riferimenti:

- Internationoir. Il meglio del noir internazionale a fumetti, a cura di Marco Schiavone, Mondadori, 2007, pp. VI-376, euro 12,40.
- Roma noir 2007. Luoghi e nonluoghi nel romanzo nero contemporaneo, a cura di Elisabetta Mondello, Robin, 2008. pp. 168, euro 11,00.
- Massimo A. Bonfantini, Il giallo e il noir. L'evoluzione di un genere in sei lezioni, Moretti & Vitali, 2007, pp. 120, euro 10,00.
- Gianrico e Francesco Carofiglio, Cacciatori nelle tenebre, Rizzoli, 2007, pp. 143, ill., euro 15,00 [leggi la recensione].

Altri libri dei due autori:
- Massimo Carlotto, L'Alligatore, e/o, 2007, pp. 843, euro 19,00. - Massimo Carlotto, La terra della mia anima, e/o, 2008, pp. 179, euro 8,00. - Igort, Cinque è il numero perfetto (1994-2002), Rizzoli, 2006, pp. 188, ill., euro 14,90.
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