Cinema
Casomai
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Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alessandro D'Alatri
Sceneggiatura: Alessandro D'Alatri, Anna Pavignano
Fotografia: Agostino Castiglioni
Scenografia: Paolo Monzeglio
Costumi: Francesca Casciello
Musica: Pino & Aldo De Scalzi
Montaggio: Osvaldo Bargero
Prodotto da: Rai Cinema
Italia, 2002
Durata: 114'
Distribuzione cinematografica: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Stefania: Stefania Rocca
Tommaso: Fabio Volo
Don Livio: Gennaro Nunziante
Rino: Mino Manni
Fausto: Maurizio Scattorin

Tommaso è un brillante art director, scapolo ed all'apparenza destinato a rimanerlo, circondato da amici complici e dedito a storie di non troppo ampio respiro; Stefania è una truccatrice di moda, affascinante e gioviale, reduce da un certo numero di relazioni per una ragione o per l'altra rivelatesi fallimentari. Quando i due si incontrano, è amore a prima vista: dopo breve riflessione, decidono di andare a vivere insieme e di sposarsi. E' qui che "Casomai", quarto lungometraggio firmato da Alessandro D'Alatri, stempera piano piano i propri toni da commedia in favore di sempre più vistose sottolineature drammatiche: un po' come accadeva nel recente "L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino, che sembra aver indicato la strada per una serie di pellicole dove si affronta l'amore ai tempi del terzo millennio in cifra amarognola se non proprio pessimista. Assistiamo perciò al prevedibile succedersi di eventi lieti ed infausti: la nascita del primo figlio, con le tenerezze di rito e le inevitabili alzatacce notturne; le più o meno bonarie ironie dei conoscenti; le discriminazioni o le difficoltà sul lavoro patite dai novelli genitori; infine, i primi segnali evidenti di crisi, la fine del dialogo, la scomparsa del desiderio sessuale, fino al primo tradimento coniugale ed alla rottura con tanto di legali. C'è un espediente finale, che non vi riveleremo, ad addolcire il tutto: ma i toni restano assai poco ilari, nella messa in scena sorretta da un cast affiatato e ben padroneggiata dal regista. Qualche riserva va fatta all'eccessivo metraggio, alla congerie di figurette che rischiano di affollare a dismisura la narrazione; cionondimeno l'operina conserva una sua piacevolezza, che ne rende godibile la visione.