La Canzone d'Autore Italiana
Adriano Celentano
Biografia di Adriano Celentano
(Milano, 1938)
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Figlio di genitori pugliesi emigrati al Nord, dopo aver lasciato la scuola fa vari lavori, incluso quello d'orologiaio. Ma la sua grande passione è lo spettacolo: mossi i passi iniziali nell'ambiente come imitatore di Jerry Lewis, si dedica in seguito completamente alla musica, imponendosi come cantante d'un genere allora sconosciuto in Italia, il rock'n'roll. I suoi primi successi sono la scatenata "Ciao, ti dirò" (eseguita con l'accompagnamento di una band che vede Enzo Jannacci alla batteria, Giorgio Gaber alla chitarra e, in seguito, Luigi Tenco al sax), "Il tuo bacio è come un rock" e "24.000 baci" che, presentata nel '61 in coppia con Little Tony al festival di Sanremo, gli guadagna il secondo posto nella gara ed uno strepitoso riscontro di vendite. Nello stesso anno, Celentano fonda - ad imitazione di quanto fatto negli Stati Uniti da Frank Sinatra - il Clan, una scuderia discografica indipendente nata per promuovere i dischi del nostro e di quanti altri vi aderiscano. Frattanto, per l'artista milanese ha preso il via una parallela carriera di attore di cinema: dopo la sua prima partecipazione al film "I frenetici" (1958), Adriano compare ne "I ragazzi del juke-box" (1959), "La dolce vita" (1960) di Federico Fellini, "Urlatori alla sbarra" (1960) di Lucio Fulci. Tra il '62 e il '65, molti sono i suoi brani che scalano la hit-parade, da "Pregherò" a "Sei rimasta sola", da "Si è spento il sole" a "Grazie prego scusi"; il 1964 lo vede sposare Claudia Mori ed esordire nella regia cinematografica con "Super rapina a Milano", da lui pure interpretato. Nel '66, Celentano presenta nella città dei fiori la fortunata "Il ragazzo della via Gluck"; l'anno dopo è la volta de "La coppia più bella del mondo", ed è del '70 la vittoria alla kermesse sanremese con "Chi non lavora non fa l'amore", che scatena polemiche per i suoi contenuti qualunquistici ed antisindacali. Gli anni '70 lo vedono dedicarsi maggiormente al cinema (lavora con Lattuada, Argento, Corbucci, firmando come regista nel '75 "Yuppi du" e nel '78 "Geppo il folle"), pur se da ricordare è il protorap di "Prinsencolinenisinainciusol" (1972). Il decennio successivo lo incorona re del botteghino, con pellicole quali "Il bisbetico domato", "Innamorato pazzo", "Asso", "Bingo Bongo", "Segni particolari: bellissimo"; nell'85 non ha fortuna il kolossal in celluloide "Joan Lui", mentre enorme risonanza ha la sua conduzione televisiva di "Fantastico". In tv, ripete l'exploit con "Svalutation" (1992), "Francamente me ne infischio" (1995), "125 milioni di caz...te" (2001), "Rockpolitik" (2005); musicalmente, torna alla forma migliore con l'album "Io non so parlar d'amore" (1999), seguito da "Esco di rado e parlo ancora meno" (2000), "Per sempre" (2002), "C'è sempre un motivo" (2004), "Dormi amore la situazione non è buona" (2007).
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