Ogni lasciato è perso
Com'è nata l'idea di fare questo film?
In maniera molto naturale. Avevo voglia di utilizzare uno strumento espressivo diverso da quello televisivo. Della televisione, che frequento da molti anni, conosco ogni trucco. Il cinema invece era un mondo nuovo col quale cimentarmi. E in realtà, grazie soprattutto alla vicinanza con due grandi sceneggiatori, ho imparato più del cinema in questi sette mesi di lavorazione che della tv negli ultimi cinque anni.
E invece l'incontro con Rita Rusic com'è nato?
Anche quello in maniera molto spontanea, quasi casuale. Avevo ricevuto un invito da lei per parlare di cinema ed io, che come tutti sanno attraversavo un momento delicato della mia vita personale, le ho raccontato tutti i miei problemi. Senza pensare che in quel momento erano, in parte, anche i suoi. Da questo è nata una comune voglia di sfida, la scommessa di utilizzare il cinema per raccontare in modo originale una storia di tutti.
Non ha mai pensato di scriverlo?
In realtà non c'è mai stata una vera e propria stesura del soggetto. La collaborazione di Benvenuti e De Bernardi ha dato al tutto un'impronta più reale e mi ha permesso di fare un corso accelerato di sceneggiatura. Non ho mai pensato di scriverla perché non è una storia finita, con un inizio e una fine. E' più che altro un viaggio interiore che si muove ed è ancorato completamente intorno ad un'ossessione. E questo stato d'animo pervade tutto il film.
Il film è tutto autobiografico?
No, o almeno non al cento per cento. Il fatto è che racconto un episodio comune se le statistiche dicono che ogni anno in Italia viene lasciato un popolo di uomini. Ecco, io voglio pormi come il rappresentante di questo partito, essere una voce per loro.
Si è piaciuto?
Io non mi piaccio mai, non ho il piacere di guardarmi. Effettivamente una delle grandi incognite della lavorazione era proprio la mia recitazione che non doveva in alcun modo ricalcare il personaggio televisivo. E poi per una volta ho usato la provocazione verso me stesso piuttosto che verso gli altri, mettendomi in gioco.
Tenterà il bis?
L'idea c'è già ma rimando il pensiero al giudizio del pubblico. Se si creerà un territorio di pubblico per il sottoscritto, allora si, ritenterò.
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