Cinema
Il nostro matrimonio è in crisi
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Immagine tratta dal film
Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Antonio Albanese
Soggetto e sceneggiatura: Vincenzo Cerami, Antonio Albanese, Michele Serra.
Fotografia: Massimo Pau
Musica: Nicola Piovani
Montaggio: Patrizio Marone
Scenografia: Sonia Peng
Costumi: Elisabetta Gabbionetta
Prodotto da: Aurelio De Laurentis
Italia, 2002
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: Filmauro

PERSONAGGI E INTERPRETI

Antonio: Antonio Albanese
Alice: Aisha Cerami
Makerbek: Shel Shapiro
Pippo: Dino Abbrescia
Bigazzi: Piermaria Cecchini
Pam: Lisa Ronan

Nel giorno medesimo delle nozze, Antonio si vede respinto dalla consorte Alice: la quale - dolce ma determinata - gli comunica che la loro unione è da considerarsi in crisi. Detto fatto, la donna prepara i bagagli e decide, su consiglio di un'amica, di mettersi in cerca del proprio Io affidandosi alle cure del santone Makerbek: lo sventurato marito, di conseguenza, viene abbandonato a se medesimo. Superata la prima fase di smarrimento, egli decide però di reagire: ottenuto l'indirizzo della fantomatica comunità spirituale, si sottopone in prima persona ad una terapia per seguire la moglie fuggiasca...
Giunto alla sua terza prova registica, con "Il nostro matrimonio è in crisi" Antonio Albanese ha l'ambizione di proporre allo spettatore - citiamo direttamente dal materiale per la stampa - un "piccolo viaggio grottesco nella manie new-age, nelle mode salutiste, nell'orientalismo facile e posticcio": il tutto, ovviamente, nell'abituale forma della satira di costume.
Il risultato, diciamolo subito, non è soddisfacente: basato su di un canovaccio senza nerbo, che ai tempi d'oro della commedia nostrana avrebbe tutt'al più fornito lo spunto per un episodio ed è qui stiracchiato senza ritegno, il film si sfilaccia in una serie di gag quasi mai efficaci. Per soprammercato, al talento comico di Albanese - primariamente fisico e gestuale - è applicata una mordacchia buonista che lo depotenzia e ne tarpa le potenzialità eversive. Sullo schermo si ride sovente, in platea assai più di rado: né assistono, nella bisogna, attori egualmente scialbi ed inespressivi, giustificabili solo in virtù dell'assoluta inconsistenza dei rispettivi ruoli.

F.T.