Cinema
Il cuore altrove
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Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Scenografia: Simona Migliotti
Costumi: Mario Carlini e Francesco Crivellini
Musica: Riz Ortolani
Montaggio: Amedeo Salfa
Prodotto da: Antonio Avati per DUEA Film in collaborazione con RAI Cinema
(Italia, 2002)
Durata: 103'
Distribuzione cinematografica: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Nello: Neri Marcorè
Angela: Vanessa Incontrada
Cesare: Giancarlo Giannini
Lina: Anna Longhi
Renato: Alfiero Toppetti
Domenico: Nino D'Angelo
Dott. Gardini: Giulio Bosetti
Prof. Gibertoni: Edoardo Romano
Arabella: Sandra Milo
Jole: Chiara Sani

Nello Balocchi, trentacinquenne insegnante di greco e latino dal carattere schivo e riservato, viene inviato a Bologna dal padre Cesare - titolare della sartoria pontificia in Roma - nella speranza che trovi l'anima gemella e procuri un erede. Ospite della pensione di Arabella, esperta signora già a conoscenza della situazione, egli ha per compagno di stanza Domenico, un barbiere napoletano astuto e ciarliero. Dopo vari tentativi infruttuosi, nel corso d'un tè danzante in un istituto per ciechi Nello conosce Angela, una giovane non vedente esuberante e splendida, della quale s'innamora perdutamente. La loro unione non è vista di buon occhio dal padre della ragazza e dai suoi genitori, ma è il carattere di Angela il vero problema... Ambientata in un periodo storico non ben precisato (l'ascesa al soglio papale di Benedetto XV, cui nel film si fa riferimento, risale al 1914), la vicenda narrata ne “Il cuore altrove” riporta Avati alla sua vena migliore: quella che, incrociando memoria e palpiti sentimentali, ha prodotto risultati felicissimi come “Una gita scolastica” (1983), del quale rappresenta una sorta di curiosa parafrasi. Gli ingredienti sono più o meno gli stessi: una storia d'amore, raccontata con annotazioni da commedia, che si chiude su note dolenti eppure in qualche modo serene.
Resta la maestria avatiana nell'ibridare tenerezza e crudeltà, un ossimoro che a nessun altro cineasta contemporaneo viene altrettanto bene: e si stampano nella memoria certe struggenti sequenze (quale quella del ballo con le ragazze cieche, od il finale di pudica mestizia), che entrano di diritto fra le cose più belle del Nostro. Nell'ordito di una sceneggiatura pressoché perfetta, ha modo d'imporsi l'affiatatissimo cast: gli inediti Neri Marcoré e Vanessa Incontrada, nei panni dei  due protagonisti, risaltano per verità ed efficacia. In ruoli di contorno, spiccano il sublime Giancarlo Giannini, dalla ruvida e tuttavia affettuosa romanità, ed il sapido Nino D'Angelo, borghesuccio lascivo e odiosetto nella sua sfinita strafottenza.

F. T.