Dante
Dante
Vita Nova - Riassunti, paragrafi I - XXII
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Dopo un preambolo che introduce l'opera come trascrizione di un metaforico "libro de la sua memoria" [I], Dante comincia il racconto del suo amore per Beatrice dal giorno in cui gli apparve per la prima volta all'etÓ di nove anni [II]. In un incontro successivo, nove anni pi¨ tardi, Beatrice rivolge a Dante il suo primo saluto nell'"ora nona di quel giorno". Sopraffatto dalla dolcezza, il poeta si ritira in una sua camera per meditare sulla cortesissima. Caduto addormentato, "ne la prima ora delle nove ultime ore de la notte" gli appare in sogno Amore, il quale, dopo aver fatto mangiare a Beatrice il cuore del poeta, piangendo si allontana verso il cielo insieme alla donna. Per avere una spiegazione della visione Dante indirizza ad alcuni "famosi trovatori" del suo tempo il sonetto A ciascun'alma presa e gentil core. Tra le numerose risposte che riceve ce n'Ŕ una di Guido Cavalcanti (Vedeste al mio parere omne valore), che segna l'inizio di un'affettuosa amicizia tra i due poeti [III].

Per un certo tempo Dante nasconde il suo amore per Beatrice, fingendo che oggetto del suo interesse sia un'altra donna, per la quale scrive pure alcune rime. Nello stesso periodo compone una "pýstola sotto forma di serventese" dove si celebrano le sessanta donne fiorentine pi¨ belle, tra le quali, al nono posto, Beatrice [IV-VI]. Dopo la partenza da Firenze della donna che funge da schermo del suo amore (partenza di cui si lamenta in O voi che per la via d'amor passate), Dante assiste al funerale di una giovane amica di Beatrice, per la quale compone i sonetti Piangete, amanti poi che piange Amore e Morte villana, di pietÓ nemica [VII-VIII]. Alcuni giorni dopo, durante un viaggio, Amore appare al poeta sotto le spoglie di un pellegrino e gli indica il nome di un'altra donna da usare come schermo del suo amore per la gentilissima (Cavalcando l'altrier per un cammino) [IX].

La finzione messa in scena con la seconda donna dello schermo finisce per esporre Dante alla maldicenza della gente, tanto che Beatrice arriva a togliergli il saluto (i cui effetti virtuosi sul poeta sono descritti in una breve digressione) [X-XI]. Afflitto per esser stato privato della "sua beatitudine" Dante si ritira in una sua camera, dove "ne la nona ora del die" Ŕ visitato in sogno da Amore, il quale lo invita a comporre un testo (Ballata, i' voi che tu ritrovi Amore) per confermare a Beatrice la sua fedeltÓ [XII].

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