Arte
De Nittis. Impressionista italiano
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Giuseppe De Nittis, Giornata invernale
Informazioni
Fondazione Mazzotta, Milano
fino al 19 giugno 2005
orari: 10.00 - 19.3010.00 - 22.30 martedì e giovedì,lunedì chiuso
biglietto:intero 8 euro, ridotto 5,50 euro
informazioni: tel. 02/878380

Nel saggio del 1914 “Giuseppe De Nittis, l'uomo e l'artista”, il critico d'arte Vittorio Pica sottolineava la poliedricità dell'artista, capace di essere “meridionale al sud, francese a Parigi, londinese a Londra”. Giuseppe De Nittis, di nascita pugliese, fu un artista tutt'altro che provinciale. Tra i pochi autori italiani entrati a far parte del novero degli impressionisti internazionali, egli seppe coniugare perfettamente il suo passato regionale ed italiano con le istanze artistiche acquisite nei suoi soggiorni esteri.

Proveniente da Roma, la mostra milanese, è la più vasta organizzata sull'artista dai tempi dell'esposizione del 1934 al Museo Pinacoteca Comunale De Nittis di Barletta. E' proprio da questa collezione, resa possibile grazie alle donazioni della moglie dell'autore, che provengono molte delle splendide tele in mostra.
Il percorso si apre con un “Autoritratto” del 1883, quasi un invito ad entrare nella vita e nell'opera di De Nittis. Segue la prima sezione, dedicata all'attività degli esordi. Sono gli anni Sessanta dell'800: alla guida della Scuola di Resina, De Nittis è a Napoli e la sua pittura risente ancora della Scuola di Posillipo, le tele sono a soggetto paesaggistico, alcune delle quali appartenenti alla collezione Sommaruga. In queste ultime, è evidente l'evoluzione artistica verso connotazioni più sintetiche (Alberi con effetti di nubi, Paesaggio Rosa, Sole nascente). Accanto a queste tele, sono esposte opere realizzate in Francia e già conformi agli stilemi impressionisti. Chiude la sezione la serie delle vedute del Vesuvio, magnifici e palpitanti scorci del vulcano del 1872. La seconda sezione pone l'accento sui viaggi che De Nittis è costretto ad affrontare sin da giovanissimo: verso Napoli, per studiare, verso Firenze, Roma e Torino, per cercare fortuna, verso Parigi, dove si stabilisce e ottiene fama e fortuna, senza mai dimenticare l'Italia, di cui ha nostalgia. Il tema del viaggio è spesso presente nelle sue opere, soprattutto sotto forma di luoghi quali la strada.
E' Parigi la città dove De Nittis conclude, temporaneamente, il suo viaggio ed a questo magico luogo di bellezze femminili, di mondanità, cultura ed arte, egli dedica numerosi lavori. Con tele quali “Place de la Piramide” e “Lungo la Senna”, De Nittis coglie la città in divenire, nelle sue ricostruzioni moderne. Come moderne sono le manifestazioni quali le corse dei cavalli, nuovo passatempo della nobiltà, che egli ritrae con dovizia di particolari e gusto per le atmosfere impalpabili. Oltre a Parigi, anche Londra è presente nelle tele del pittore, recatosi nella capitale britannica in cerca di un nuovo mercato, con i ponti sul Tamigi, la repentina trasformazione urbanistica, l'insistente modernità. Una sezione particolare è dedicata a “Les femmes parisiennes”, ritratti femminili che hanno fatto meritare a De Nittis l'appellativo di “peintre des parisiennes”. La modella principale è la moglie Leontine, in barca, in vettura, a tavola, sull'amaca. Tra queste tele, sono presenti veri capolavori quali “Passeggiata invernale”, “Figura di Donna” e “Giornata d'inverno”. All'esposizione di tele si aggiungono molti interessanti disegni, i pezzi giapponesi (era di gran moda, nell'Ottocento francese, collezionare oggetti provenienti dal Giappone) posseduti dall'artista, ma soprattutto le tele d'ispirazione giapponese, che egli dipinge con successo.

Accompagna la rassegna un catalogo edito dalle Edizioni Gabriele Mazzotta, con saggi di Raffaele De Grada, Renato Miracco, Christine Farese Sperken, Manuela Moscatiello, Piero Dini, Maria Grazia Piceni, Giuseppe Berta, Antonio Paolucci; le schede critiche sono curate da Christine Farese Sperken, Manuela Moscatiello, Ippolito Edmondo Ferrario, Stefano Fugazza.