Arte
Depero. Opere della collezione Fedrizzi
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Fortunato Depero,Busto di donna, 1914 ca. china su carta
Informazioni
Venezia, Museo Correr
dal 1 novembre 2008 al 3 maggio 2009
Orari: tutti i giorni 9.00 - 17.00
Biglietti: intero euro 5, ridotto euro 3
Informazioni: tel. 39 041 5209070
Isolamento, derisione e non poche difficoltà economiche era quanto restava a Fortunato Depero (1892-1960) dell’avventura futurista, negli anni Cinquanta. L’artista trentino era stato l’anima giocosa e ironica del gruppo avanguardista che voleva ricostruire futuristicamente l’universo. Dagli anni Dieci, quando era giunto a Roma dalla Val di Non, a tutti i Trenta, Depero aveva coltivato saettanti ideali, inventato balli plastici, catturato lampi nei suoi quadri o imbullonato idee nei suoi libri. Spirito curioso e talento proteiforme con un debole per i materiali più diversi, i congegni meccanici e i colori sgargiantissimi, Depero si era catapultato con autentico slancio futurista su pittura e scenografia, arredamento di interni e pubblicità, marionette, automi e sculture cinetiche, arazzi e giocattoli. Poi, nel secondo dopoguerra, quando ormai “l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno” del Futurismo evocano il fantasma del Fascismo, Depero (e come lui Sironi e Balla) diventa impresentabile e inizia nei suoi confronti un crudele ostracismo espositivo. E’ allora che il vecchio futurista - ormai sulla sessantina e sull’orlo del disastro economico (le sue opere hanno raggiunto quotazioni irrisorie) - incontra Giuseppe Fedrizzi, medico oculista e collezionista sensibile. Un po’ per ripagare il medico delle cure prestate a lui e alla moglie, un po’ per vendere, Depero cede molte opere all’amico -  oli, tempere, a china e carboncino, schizzi, collage, bozzetti pubblicitari, tarsie in legno e stoffe colorate, progetti d’arredo -  realizzate nel periodo compreso tra il 1914 e il 1956 (l’artista muore nel ’60).
Ora i 95 pezzi della collezione di Giuseppe Fedrizzi sono esposti per la prima volta nel salone del Museo Correr, a Venezia, in una piccola mostra che ripercorre, anche con inediti, la biografia artistica di Depero, dando un saggio intrigante del suo eclettismo.
Il percorso si apre con la minuscola china  del 1914 raffigurante un “Busto di donna” in cui Depero mescola Cubismo e Futurismo; seguono gli studi per le scenografie e per i costumi del “Canto dell’Usignolo” di Strawinsky  e de “Il giardino zoologico” di Ravel, commissionatigli nel ‘16 da Diaghilev per i suoi celebri Balletti Russi, e mai realizzati; le marionette per i "Balli plastici", inventate nel 1918 insieme al poeta svizzero Gilbert Clavel. E ancora, i raffinati ma sempre giocosi, manifesti pubblicitari creati con la sua Casa d'Arte fondata a Rovereto nel '20, dove nasceranno sia produzioni grafiche che di arti applicate: magnifici arazzi, cuscini, tarsie di stoffe, mobili, giocattoli, e stoviglie che abbellirano alberghi e case private. La celebrazione del dinamismo futurista produce capolavori come il “Nitrito in velocità” (di cui in mostra c’è il primo esemplare, una tempera su carta del 1922), mentre la passione per l’estetica meccanica si trasforma in visione nel “Depero futurista 1913-1927”, il suo celeberrimo “libro bullonato”, il primo libro-oggetto mai realizzato, dall’originale legatura con bulloni e l’impaginazione pluridirezionale. Poi arriva l'avventura americana della fine degli anni Venti: a New York, dove si afferma come autore di costumi e scenografie, il fuurista viene conquistato dalla vertiginosa architettura dei grattacieli e nascono i suoi bellissimi disegni sul tema urbano-industriale, embrioni di una città ideale meccanicistica. La rassegna si chiude in un trionfo dell’attitudine decorativa (in mostra tra l’altro il logo “MD” creato nel 1956 per il museo Depero), di questo stakanovista del gioco che, grazie alla sua arte, riuscì a rimanere per sempre“giovane, festante, disinvolto, pronto a tutto, instancabile, istintivo ed intuitivo”.