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Brescia, Museo di Santa Giuliadal 20 gennaio al 25 marzo 2007 orari: lunedì-giovedì 9.00-19.00 venerdì-sabato 9.00-21.00 domenica 9.00-20.00biglietti: intero euro 8; ridotto euro 6informazioni: tel. 0422/429999
"Mi sono affacciato alla finestra sul Boulevard St-Germain e ho visto passare la vita. Ho detto: ecco la vita a cui bisognerebbe dar forma. Questa attuale. Che nudi? Che neoclassicismo? Dove, le bagnanti? (...) Ho pensato agli antichi: essi hanno sempre riprodotto la vita attuale e la favola eterna. Mettere questa favola eterna sotto le vesti moderne, nella vita moderna. Così può nascere il quadro". Era il 1928, e così Fausto Pirandello, agli albori del lungo soggiorno parigino - rimarrà nella capitale francese fino al 1930 - rifletteva sull'arte e le sue fonti d'ispirazione. Era il 1928 e, a chi gli domandava quali fossero i suoi modelli di riferimento, rispondeva annoverando fra i suoi padri nobili Picasso e Derain, Braque e De Chirico, Van Gogh e Gauguin, Piero della Francesca e Mantegna.Nella sua pittura si sovrapponevano, dunque, le esperienze artistiche più dissonanti, destinate a produrre esiti talvolta realistici, talaltra espressionisti, comunque caratterizzati da indubbia originalità ed efficacia. Con il solo intento di raccontare la vita e le sue miserie, le sue straniate attese, i suoi stupori, i suoi dolori. Il malessere dell'uomo e l'ambiguità del reale, nel solco della poetica del padre Luigi. Il mistero frastornante dell'esistenza.E vennero le gabbiette per uccellini, griglie esigue e appassite. Le bottiglie di vetro, i vasi di ceramica, le scatole di fiammiferi, disposte senza ordine né logica in uno spazio di desolante abbandono. La tragedia della vita narrata attraverso la tragedia degli oggetti, destituiti di qualsivoglia prestigio, nell'atto di dolersi piuttosto che esprimere garbo, capaci di inasprire anziché adornare la composizione. La tragedia della vita sintetizzata da una persistente propensione ad accordare i toni su un unico registro cromatico, governato da pochi colori di terra e ferito da una luce corrusca e malata.Il peculiare percorso artistico di Fausto Pirandello è oggi indagato da un'importante rassegna bresciana, che si inserisce in un ciclo dedicato ai grandi protagonisti del Novecento e tenta di approfondire un aspetto sinora piuttosto trascurato della sua produzione, il genere della natura morta. Allestita presso il Museo di Santa Giulia e curata da Fabrizio D'Amico e Marco Golden, la mostra vanta circa trentacinque opere, che documentano un arco temporale assai lungo - dal 1928 fino agli ultimi anni - e indubbiamente rappresentativo della complessa fisionomia artistica di autore di notevole livello, solitario, problematico, pessimista, in grado come pochi di affrancarsi da qualsiasi etichetta o classificazione.