Arte
La scultura come cammino di fede
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Informazioni
Pericle Fazzini - Il respiro dell'immenso
Fino al 7 ottobre 2001
Galleria della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino
Piazzetta del Titano, 2
Per informazioni: 3780549872314
Sito internet: www.carisp.sm 
Con un percorso allestito per le strade della Repubblica di San Marino e illuminato da un suggestivo impianto che ne sottolinea la bellezza, la mostra dedicata a Pericle Fazzini testimonia l'intenso legame tra l'arte e la contemplazione di Dio. Animato da un'incrollabile fede, segno distintivo e ingrediente insostituibile di tutta la sua esperienza artistica, Fazzini ha dedicato la sua creatività all'espressione dello spirito umano nella sua continua ricerca del divino, dell'assoluto. Rendendo così immortale, liberandolo dalla caducità del corpo, lo spirito dell'uomo nelle forme del legno, del marmo, del bronzo. Non a caso tutte le sue sculture rappresentano corpi e volti di uomini e di donne, oppure animali, creature molto amate da Fazzini. Marchigiano, nato nel 1913 e ben presto trasferitosi a Roma, Fazzini si è formato nella cerchia di Ungaretti, Afro, Pirandello e Mirko, iniziando ufficialmente la sua produzione nel 1932, anno in cui vince il concorso per il Pensionato artistico nazionale, grazie al quale il governo fascista gli assicura una borsa di studio per due anni e uno studio. La sua produzione continua anche durante la guerra, con la realizzazione di numerosi bronzetti, mentre negli anni che seguono la fine del conflitto realizza opere che vengono esposte anche all'estero. Negli anni '60 e '70 riceve molti incarichi importanti per la realizzazione di monumenti, fontane e sculture, tra cui la "Resurrezione" in bronzo per la Sala Nervi in Vaticano. Muore nel 1987.
Nella costante ricerca dell'esatta raffigurazione della fede e della perfezione dell'universo, Fazzini porta avanti anche un personale studio sullo spazio nella scultura, rendendolo concreto con libertà e movimento, creando delle figure fluide nei loro gesti, dotate di grande plasticità. Nella mostra qui presentata vengono raccolte alcune delle sculture più rappresentative di questi due aspetti dell'opera di Fazzini. Fulcro del percorso espositivo è la celebre "Resurrezione", l'opera più conosciuta dello scultore, che sintetizza il suo pensiero sulla vita e sull'arte: la speranza per l'uomo che crede in Dio è Dio che si fa arte, immortale. Sempre ispirato ad un tema religioso di speranza è il bassorilievo in bronzo "Uscita dall'arca", che rappresenta la gratitudine dei superstiti del Diluvio Universale per essere stati salvati da Dio e per aver avuto in dono il compito di ripopolare la terra. Si prosegue poi con una serie di soggetti che vanno dagli animali ("Gatti che giocano", "Cavalli che giocano", "Colombe che volano") a figure umane: tra la struggente immagine de "L'uomo che urla" alla sinuosità della "Danzatrice", all'universalità della "Figura che cammina" in cui la non definizione sessuale del soggetto tende al superamento della sensualità nella scultura e alla perfetta unione tra lo spirito maschile e quello femmnile. Il capolavoro "Il ragazzo coi gabbiani" invece è il risultato della ricerca di una scultura in movimento, in cui il ritmo del volo dei gabbiani resta, per necessità materiali, legato al corpo del ragazzo ma viene espresso con grande abilità. Infine, ma non meno importanti, i ritratti della moglie Anita in legno e di Giuseppe Ungaretti in bronzo.