Arte
Il Futurismo a Milano
Segnala la pagina
Informazioni
anticipazioni per il nuovo Museo d'Arte Moderna e Contemporanea
Padiglione d'Arte Contemporanea, Via Palestro 14, Milano 
dal 22 febbraio al 28 aprile 2002
orari tutti i giorni 9,30- 19,00; 
giovedì 9,30-22,00
ingresso euro 5.20, ridotto 2.60
telefono 02760090

Questa mostra trova la sua sede ideale a Milano, città che Marinetti definì "grande... tradizionale e futurista" e che proprio per questi appellativi si pone come interprete di codesto movimento artistico.
La mostra, curata da Maria Teresa Fiorio, Arnalda Dallaj, Renata Ghiazza, Maria Fratelli, Marina Pugliese e Luigi Sansone, presenta settantacinque opere di futuristi tra i quali Boccioni, Balla, Carrà, Russolo e Severini. Suo scopo è quello di anticipare le suggestioni di uno spazio espositivo necessario a tante opere finora sottratte al pubblico. La stessa curatrice Maria Teresa Fiorio parla, nel suo intervento sul catalogo della mostra, non di una rassegna esaustiva del Futurismo (già protagonista di numerosi eventi del recente passato), ma di esposizione completa delle opere futuriste appartenenti alle Civiche Raccolte d'Arte di Milano. E' dalla nascita stessa del movimento che le collezioni civiche milanesi hanno raccolto - tramite lasciti, donazioni e acquisizione - un cospicuo numero di opere. La donazione portante del nucleo è quella di Ausonio Canavese, che nel 1934 cedette al Comune di Milano 14 dipinti  e 47 disegni e un modello in gesso di Boccioni, oltre a opere di Balla, Depero, Dottori, Funi, Oriani e Notte. A queste opere se ne sono aggiunte nel tempo numerose altre, ultime delle quali "Lago con i cigni" e "Ritratto di Innocenzo Massimo", entrambe di Boccioni. Detto patrimonio artistico troverà a breve una collocazione stabile nel Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, mentre oggi viene ospitato al PAC di Milano.
La mostra principia con "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, dipinto che aprirà anche la futura sede espositiva. Compiuto esempio di divisionismo italiano, "Il Quarto Stato" apre la strada alle sperimentazioni artistiche dei futuristi e ne rappresenta dunque il momento embrionale. All'esposizione si accompagna un catalogo con saggi critici e immagini delle opere esposte.