Informazioni
Bergamo, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea dal 21 settembre al 24 febbraio 2008 orari: martedì - domenica 10.00 - 19.00 giovedì 10.00 - 22 Chiuso lunedì Aperto il 1 novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre 2007 1 gennaio, 6 gennaio 2008 biglietti: intero euro 8; ridotto euro 6 informazioni:
Nel 2009 il Manifesto Futurista, pubblicato su "Le Figaro" il 20 febbraio 1909, compirà 100 anni. Per celebrare la portata rivoluzionaria del movimento di Filippo Tommaso Marinetti e insieme scoprirne l'influenza sull'evoluzione dell'arte, la mostra allestita alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo allinea duecento opere e centoventi artisti rivelando chi sono i futuristi di oggi. L'assunto dell'ambizioso progetto espositivo è che i concetti rivoluzionari di simultaneità, di valore estetico dell'innovazione tecnologica, di fascino di un futuro non ancora esperibile, elaborati da Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini, Depero, hanno aperto la strada alle correnti dell'Astrattismo, Costruttivismo, Arte Cinetica, fino alle neoavanguardie degli anni '60 e '70, per proiettarsi fino ai protagonisti dell'arte più recente. Attraverso nove sezioni tematiche che ben fotografano le mille contraddizioni dell'impeto futurista - l'enfasi della distruzione, l'estetica efficientista, i mille eccessi in direzioni "ostinate e contrarie" - e che toccano diversi ambiti dell'espressione artistica (cinema, musica, fotografia, arredi, accessori), la rassegna esplora le più innovative indagini artistiche del Ventesimo secolo, proponendo accostamenti inediti e scoprendo inattese affinità elettive. Così "Al futurismo rivisitato" accosta il genio visionario di Umberto Boccioni al provocatorio talento di Damien Hirst che condividono l'attitudine alla frammentazione e alla dissolvenza, e insieme a loro John Cage, Luciano Fabro, Mario Schifano, Frank Stella e PatrickTuttofuoco. Ne "All'energia metropolitana", omaggio al credo futurista che attribuiva alla metropoli un'aura positiva, creativa, rigenerante e virile, sfilano insieme artisti e architetti: Frank O. Gehry e Vito Acconci, Zaha Hadid e Fortunato Depero, Jean Nouvel e Aleksandr Rodchenko, Massimiliano Fuksas e Cesar. "All'anarchia dalla tradizione" indaga lo sguardo ironico e caustico verso il passato che un secolo fa apparteneva a Carlo Carrà e Luigi Russolo, Marcel Duchamp, e oggi a Maurizio Cattelan, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Tony Cragg, Martin Creed, Pinot Gallizio e Michelangelo Pistoletto. Con "All'estetizzazione della politica" Fortunato Depero, Barbara Kruger, Luigi Russolo, Vladimir Majakovskij, Fabio Mauri, Alessandro Mendini con Alchimia, Aleksandr Rodchenko illuminano le connessioni tra arte e politica, tra denuncia estetica e impegno attivo. Giacomo Balla, Gino Severini, Keith Haring, Corrado Levi, Paul McCarthy, Nam June Paik, Aleksandr Rodchenko, Mimmo Rotella, Andy Warhol raccontano ne "Alla società dello spettacolo", la centralità dei media e della comunicazione, intuita dal gruppo di Martinetti. C'è spirito futurista anche nelle sezioni conclusive della mostra: "All'umano troppo umano", che dalla celebrazione futurista della macchina arriva alle questioni di bioetica contemporanee con lavori di Boccioni, Sonia Delaunay, Gilbert & George, Robert Longo, Bruce Nauman, Enrico Prampolini; mentre Giacomo Balla, Natalja Goncharova, Julio Le Parc, Tatsuo Miyajima, László Moholy-Nagy, Jean Tinguel raccontano la fiducia nella scienza e nella tecnologia ne "Al tempo con la tecnica". Ne "Alla vita che corre", il culto della velocità e del dinamismo come emblema della modernità è esemplificato dai lavori di Carla Accardi, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Maurizio Mochetti, Pippo Oriani con Tina Cordero e Guido Martina, Ivo Pannaggi, Robert Rauschenberg, Emilio Vedova. Fino "All'immaginazione senza fili", che invita a riflettere sui media e il loro ruolo nella società dell'informazione attraverso video di Dara Birnbaum, Candice Breitz, Guy Debord, Jonathan Horowitz, Fernand Leger, Len Lye.