Arte
Garibaldi. Il mito
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Umberto Coromaldi, Camicie rosse
Informazioni
Genova, Palazzo Ducale, Galleria d'Arte Moderna di Genova Nervi, Wolfsoniana, Museo del Risorgimento, Accademia Ligustica dal 17 novembre 2007 al 24 marzo 2008 biglietti: cumulativo intero euro 10,00; ridotto euro 9,00
Coraggio, avventura, guerre per la libertà, amore e morte: sono questi gli ingredienti che hanno trasformato Garibaldi da personaggio storico - protagonista del Risorgimento italiano - prima in eroe di un avvincente feuilleton e poi in mito intramontabile. Nel bicentenario della nascita dell'"Eroe dei due mondi" (avvenuta a Nizza il 4 luglio del 1807), Genova, la città che per prima in Italia gli diede la cittadinanza, e dove sostò in più occasioni, ricostruisce il mito dell'epopea garibaldina attraverso cinque mostre, riunite sotto la comune insegna "Garibaldi. Il mito". La rassegna di Palazzo Ducale ripercorre la parabola dell'eroe attraverso la rappresentazione che ne è stata data "Da Lega a Guttuso", un arco di tempo che testimonia la lunga durata del mito e la sua dimensione universale. I 170 i pezzi in mostra - fra dipinti, sculture, medaglie e oggetti - vanno dalle immagini "prese in diretta" dai cosiddetti pittori soldati, come Ippolito Caffi, Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Eleuterio Pagliano, che parteciparono alla difesa di Roma, alla campagna dei Mille o gli furono vicini nella battaglia di Aspromonte, fino al monumentale dipinto di Guttuso dedicato alla Battaglia del ponte Ammiraglio, decisiva per la conquista dell'isola e la nascita della nazione. La rassegna si chiude con un'importante selezione di sculture, forma privilegiata per la celebrazione ufficiale dell'eroe. Nella seconda metà del XIX secolo, infatti, non c'è stato scultore che non si sia cimentato nel progetto, realizzato o meno, di un monumento a Garibaldi: nella Sala della Cappella Dogale sfilano bronzetti e bozzetti per concorsi che immortalano l'eroe in pose, espressioni e stili differenti, dal soldato severo, ritratto in piedi da Giuseppe Grandi, Alfonso Balzico, Davide Calandra al Garibaldi corroso e splendido di Arturo Martini. L'omaggio a Garibaldi prosegue a Nervi con altre due mostre. La prima, "Da Rodin a D'Annunzio: un monumento ai Mille di Quarto", ricostruisce la genesi dell'originalissimo monumento genovese ideato da Eugenio Baroni e inaugurato nel 1915. La rassegna, allestita alla Galleria d'Arte Moderna, costituisce l'occasione per un affascinante percorso nell'arte simbolista tra '800 e '900 che, per celebrare il mito di Garibaldi, attinge all'eredità artistica di Michelangelo. In mostra i capolavori di Rodin, Bourdelle, Bistolfi, Previati, Sartorio, Wildt, Chini, Nomellini testimoniano le differenti declinazioni del tema eroico. Sempre a Nervi la Wolfsoniana ospita "Manifesti e propaganda", rassegna dedicata al massiccio uso propagandistico dell'immagine di Garibaldi, eroe buono per tutte le stagioni: da protagonista del Risorgimento il generale diventa icona fascista poi eroe partigiano e repubblicano fino a essere assunto come testimone del Fronte democratico durante le elezioni del 1948. Completano il programma delle rassegne "Genova garibaldina", collocata nella sede del Museo del Risorgimento e " Il Monumento equestre di Augusto Rivalta" all'Accademia Ligustica. La prima illustra, attraverso scritti autografi del grande eroe, giornali genovesi, mazziniani e uruguayani, pubblicati dal 1847 sino alla sua morte, il ruolo svolto da Genova nella genesi e nello sviluppo del mito garibaldino. L'altra rassegna espone i bozzetti preparatori del monumento realizzato dallo scultore garibaldino nel 1890, ove il motivo di interesse della mostra risiede soprattutto nella possibilità di istituire un confronto immediato tra i disegni di Rivalta e l'opera, collocata nell'antistante largo Pertini.