Dopo aver abbandonato nel 1971 la facoltà di Lettere e Filosofia ed essersi recato a Parigi per dedicarsi alla pittura, Marco Tullio Giordana - reduce da intense esperienze politiche vissute nel corso degli anni Settanta - si accosta al cinema, collaborando con Roberto Faenza per "Forza Italia!" (1978). Debutta nel lungometraggio con "Maledetti, vi amerò" (1980), presentato al Festival di Cannes e vincitore del primo premio a Locarno: è un ritratto della generazione del '68, sospesa fra terrorismo e disillusione, assai azzeccato e pregnante. Successivamente, firma per Antonio Margheriti il soggetto di "Car Crash" (1981) e torna alla regia con l'ambizioso ed irrisolto "La caduta degli angeli ribelli" (1981), dove la scena è occupata - come nell'opera d'esordio - da problematiche figure di terroristi. Nell'82, realizza per il festival di Salsomaggiore il video musicale "Young Person's Guide to the Orchestra", da Benjamin Britten; due anni dopo, adatta felicemente - in un paio di puntate concepite per il piccolo schermo - il romanzo di Carlo Castellaneta "Notti e nebbie", incentrato sul personaggio d'un funzionario di polizia fascista che vive nella Milano del '44 il tramonto della Repubblica di Salò. E' dell'88 "Appuntamento a Liverpool", confusa vicenda costruita attorno alla tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles; del '91 l'episodio "La neve sul fuoco", contenuto ne "La domenica specialmente"; del '95 "Pasolini, un delitto italiano", discutibile ma non privo d'interesse nella sua forma di film-indagine. Nel 2000, Giordana presenta al Festival di Venezia
"I cento passi", che vince il premio per la migliore sceneggiatura: film di denuncia sulla vita e la morte di Peppino Impastato, cresciuto in una cultura di sudditanza alla mafia alla quale trova il coraggio di ribellarsi, coniuga passione civile ed intensità drammatica con una certa efficacia. Nel 2003, con il film per la televisione
"La meglio gioventù", vince la sezione "Un certain regard" del Festival di Cannes: sorta di "Heimat" nostrano, costruito su una straordinaria sceneggiatura di Sandro Petraglia e Stefano Rulli, è certamente il suo lavoro più compiuto e maturo, mentre il successivo
"Quando sei nato non puoi più nasconderti" (2005, in concorso a Cannes) non può dirsi altrettanto riuscito. Nel 2008 presenta a Cannes
"Sangue pazzo", film che narra la vicenda di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, divi del cinema - e compagni inseparabili nella vita - assai noti negli anni del regime, che seguirono i destini del fascismo aderendo alla RSI (Valenti si arruolò addirittura nella Decima MAS di Junio Valerio Borghese) per poi venire giustiziati dai partigiani della brigata Pasubio, cinque giorni dopo la Liberazione di Milano.