Biografia di Massimo Girotti (Mogliano, Macerata, 1918 - Roma, 2003)
Momenti del Cinema Italiano
Massimo Girotti nasce a Mogliano, in provincia di Macerata, il 18 maggio 1918. Dotato di un fisico atletico che gli consente di eccellere negli sport (è campione di nuoto), mentre studia giurisprudenza a Roma viene notato da Mario Soldati, che gli offre una piccola parte in "Dora Nelson" (1939). Due anni più tardi, si impone come uno dei più interessanti attori del cinema nostrano ne "La corona di ferro" di Alessandro Blasetti, cui fa seguito "Un pilota ritorna" (1942) di Roberto Rossellini. L'occasione della vita gliela offre, però, Luchino Visconti, eleggendolo protagonista - accanto ad una torrida Clara Calamai - di "Ossessione" (1943), folgorante adattamento de "Il postino suona sempre due volte" di James Cain, ch'è pure una sorta di atto di nascita del neorealismo. Terminata la guerra, egli fornisce altre prove di rilievo con "Caccia tragica" (1946) di Giuseppe De Santis e soprattutto con "In nome della legge" (1949) di Pietro Germi, dove indossa i panni d'un giovane pretore giunto in Sicilia per combattere la mafia. Nel '50, interpreta da par suo l'esordio nel lungometraggio di Michelangelo Antonioni, "Cronaca di un amore"; nel '54 torna a lavorare per Visconti, caratterizzando con impeto il personaggio di Ussoni in "Senso". Successivamente, compare in pellicole di svariati cineasti (Lizzani, Bolognini, Cottafavi, Lattuada, etc.), nessuna delle quali all'altezza dei suoi precedenti esiti. Anni dopo, è Pier Paolo Pasolini a valorizzarlo di nuovo, prima in "Teorema" (1968), ov'è il padre borghese che corre nudo per il mondo, dipoi in "Medea" (1970) nelle vesti di Creonte, re di Corinto. Si ricorda di lui anche Bernardo Bertolucci, per il quale è l'amante disfatto e dolente di "Ultimo tango a Parigi" (1972). In seguito, la sua presenza nel cinema va facendosi sempre più sporadica: merita menzione, tuttavia, una curiosa apparizione ne "Il mostro" (1994) di Roberto Benigni, all'insegna di quella compostezza e dignità cifre della sua attività intiera. Si spegne mentre non è ancora approdato sugli schermi il film di Ferzan Ozpetek, "La finestra di fronte", che ne segna l'ennesimo ritorno. Il 6 gennaio 2003, poche settimane dopo la fine delle riprese del film, Massimo Girotti muore a Roma per una crisi cardiaca.
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