Grandi Narratori del '900
Beppe Fenoglio - Una questione privata
Pubblicato postumo nel 1963, rimasto incompiuto, “Una questione privata” suggella tutta la produzione narrativa di Beppe Fenoglio ispirata alla Resistenza, specchio del dolente e tragico senso del vivere dell’autore. Più che la componente politica ed ideologica, egli infatti approfondisce la tematica esistenziale incentrando la storia sull’amore, sentito come struggente disperazione, e dà della Resistenza una rappresentazione vera, priva di intenti celebrativi o moralistici: è la realtà della morte, della violenza, del caso, degli individui. Come scriveva Calvino nella prefazione a “Il sentiero dei nidi di ragno” (1971), “Una questione privata” è un libro “costruito con la geometrica tensione d’un romanzo di follia amorosa e cavallereschi inseguimenti come l’Orlando Furioso, e nello stesso tempo c’è la Resistenza proprio com’era, di dentro e di fuori, vera come non mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione, e la furia”. Milton è un giovane partigiano che, tornato nei pressi di Alba per un’azione, rievoca l’incontro con Fulvia, la ragazza torinese che aveva conosciuto due anni prima, e ricorda l’amore che aveva sentito germogliare, tra letture e musica, nella villa della famiglia di lei che ora è abbandonata. Appreso dalla custode che la giovane era solita incontrare Giorgio, loro comune amico, Milton sprofonda nell’angoscia, per l’amore di Fulvia, per l’amicizia di Giorgio, che forse l’hanno tradito, e sente il bisogno ossessivo di conoscere la verità. E’ così che, tra la nebbia della Langhe, tra il fango, Milton inizia la propria ricerca disperata e scopre che Giorgio è stato catturato dai fascisti ad Alba; organizza allora uno scambio facendo prigioniero un sergente fascista, ma è poi costretto ad ucciderlo. Determinato, ossessionato dal bisogno d’amore, turbato dallo spettro del tradimento, Milton non si rassegna e ritorna alla villa nella speranza di incontrare Fulvia; s’imbatte invece in una colonna fascista che lo costringe ad una fuga disperata, in lotta con la natura e per la sopravvivenza, fino a crollare (“Come entrò sotto gli alberi, questi parvero serrare e far muro e a un metro da quel muro crollò”).
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