Grandi Narratori del '900
Grandi Narratori del '900
Carlo Emilio Gadda - Quer pasticciccio brutto de via Merulana
Segnala la pagina
Apparso in "Letteratura" nell'immediato dopoguerra, il "Pasticciaccio" fu scritto a Firenze nel ricordo dei soggiorni romani, ispirandosi ad un fatto di cronaca nera. Ambientato a Roma nel 1927, il romanzo è incentrato sulla figura del commissario Francesco Ingravallo, meglio conosciuto come "Don Ciccio": "uno dei più giovani e invidiati funzionari della sezione investigativa. Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po' tozzo, di capelli neri e folti e crespati che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sol d'Italia, aveva un'aria un po' assonnata, un'andatura greve e dinoccolata'vestito come il magro onorario gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d'olio sul bavero." Il commissario è una sorta di alter ego dello scrittore, animato da una profonda passione per la filosofia e da una visione del mondo personale basata sulla "molteplicità delle causali", ossia sul groviglio, lo "gnommero" in dialetto romanesco, di cause che determinano gli avvenimenti: "sosteneva, fra l'altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l'effetto che dir si voglia d'un unico motivo, d'una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico "le causali, la causale" gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia". Don Ciccio deve risolvere il caso di un furto in via Merulana 219 e l'assassinio di Liliana Balducci, sua amica e inquilina del palazzo. Il giallo resta senza soluzione, con una molteplicità di possibilità aperte che rispecchiano in modo paradossale la visione dell'esistenza del commissario. Attraverso l'uso di un registro linguistico tutto nuovo, Gadda si scaglia contro la società burocratica e ottusa della borghesia fascista ed i suoi falsi miti: in particolare, quello della famiglia, che, dietro l'aspetto solido, nasconde violenza e sopraffazione. Attratto dalla complessità del mondo, l'autore usa la letteratura come forma di conoscenza e la lingua come strumento d'analisi: da qui, la creazione di un linguaggio "mimetico" del reale che ne riflette voci, inflessioni, dissonanze.
Pubblicità
Pubblicità