Grandi Narratori del '900
Pier Paolo Pasolini - Petrolio
Scritto dal 1972 fino alla morte e pubblicato postumo nel 1992, "Petrolio" era stato pensato da Pasolini come un romanzo di frammenti di duemila pagine, tenuti insieme da una complessa struttura narrativa che giocava sul ruolo dell'autore. L'opera doveva apparire come l'edizione critica di un testo raccolto da più manoscritti, legati da un curatore che doveva colmare con materiale storico le vaste lacune del libro. L'opera era intesa come il "preambolo di un testamento" dell'autore immaginario che Pasolini, profetizzando la sua stessa fine, aveva immaginato "morto ucciso a colpi di bastone, a Palermo". Capolavoro narrativo, che per la prima volta mette insieme saggistica e romanzo, "Petrolio" - nella sua struttura incompleta, fatta di interruzioni e ripetizioni - è una summa delle tematiche pasoliniane, racconto di corpi senza amore, di carnalità e sesso, e appassionata analisi politica. La costruzione di uno spaccato dell'epoca, attraverso le storie di personaggi come Carlo, rispettabile funzionario dell'ENI dalle passioni omosessuali nascoste, è epica, per la molteplicità delle voci e dei corpi recitanti, e allo stesso tempo lirica, perché è sempre lo sguardo del Pasolini poeta che dà anima alla narrazione.
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