Grandi Narratori del '900
Grandi Narratori del '900
Vasco Pratolini - Metello
Segnala la pagina
Scritto nel 1952 e pubblicato nel 1955, “Metello” è il primo romanzo della trilogia “Una storia italiana” che - con “Lo scialo”, uscito nel 1960, e “Allegoria e derisione”, del 1966 - racconta le vicende dall’unità d’Italia fino agli anni ’50. Metello copre il periodo tra il 1875 e il 1902, quando la classe operaia, scossa dalle dottrine socialiste, cominciava a rivendicare i propri diritti. La vicenda è ambientata a Firenze: Metello Salani è un giovane contadino, figlio di un anarchico, che, rimasto orfano, si trasferisce in città all’età di quindici anni, in cerca di lavoro. Impiegato come manovale, egli acquisisce pian piano coscienza di sé e consapevolezza politica. Impegnatosi attivamente nelle lotte operaie, Metello, in seguito ad una manifestazione, finisce in prigione nel 1898 e nuovamente nel 1902, a causa della lunga dimostrazione dei muratori. La descrizione dello sciopero è il culmine del romanzo di formazione, rappresentando l’apice della lotta politica del giovane: ed è, anche, un momento cruciale per il parallelo percorso di educazione sentimentale, che va dalla scoperta dell’amore per Ersilia - figlia di un anarchico morto in un incidente sul lavoro - al matrimonio nel 1900, dal cedimento ad un’avventura proprio durante lo sciopero del 1902 alla riconquista dell’equilibrio familiare. Con Metello, Pratolini offre una rappresentazione convincente della società italiana ed un’analisi precisa, attenta dei conflitti di classe attraverso un personaggio tra i suoi più riusciti, che fonde perfettamente tensione al sentimento e tensione politica sullo sfondo corale della vita del quartiere di Santa Croce.
Pubblicità
Pubblicità