Grandi Narratori del '900
Grandi Narratori del '900
Leonardo Sciascia - Il giorno della civetta
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È il primo romanzo “giallo” di Sciascia, edito nel 1961, che annovera, fra gli altri, il pregio di costituire la prima opera narrativa destinata a un vasto pubblico e incentrata sul tema della mafia, fenomeno criminale che il potere politico tendeva allora a ignorare e di cui la letteratura aveva fino a quel momento fornito tutt’al più una rappresentazione apologetica.
In una Sicilia “metafora del mondo”, un capitano di polizia, Bellodi, indaga sull’omicidio di un costruttore e su quello di un contadino giustiziato in quanto testimone della fuga di uno degli assassini. Attraverso la testimonianza di un confidente dei carabinieri egli riesce ad arrivare al potente “padrino” don Mariano Arena e a farlo arrestare. Il fatto provoca allarme negli ambienti politici romani collusi con il potere mafioso: durante un dibattito parlamentare un deputato arriva ad affermare che la mafia non esiste se non come prodotto della fantasia dei “socialcomunisti”. In congedo per malattia, il capitano Bellodi torna a Parma, sua città d’origine, e lì apprende dai giornali che tutta la sua indagine è stata vanificata da una serie di deposizioni che forniscono falsi alibi ai responsabili dei delitti. Don Mariano, trionfante, viene scarcerato. Ma Bellodi non si arrende e manifesta il fermo proposito di tornare in Sicilia. “Mi ci romperò la testa”, sono le sue parole che chiudono il libro.
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