Grandi Narratori del '900
Grandi Narratori del '900
Elio Vittorini - Conversazione in Sicilia
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"Ora il 'mio' libro io l'avevo, o pensavo di averlo, in Conversazione. Io non ho mai aspirato 'ai' libri; aspiro 'al' libro; scrivo perché credo in 'una' verità da dire; e se torno a scrivere non è perché non mi accorga di 'altre' verità che si possono aggiungere, e dire 'in più', dire 'inoltre', ma perché qualcosa che continua a mutare nella verità mi sembra esigere che non si smetta mai di ricominciare a dirla ". Così Vittorini si riferisce a "Conversazione in Sicilia" nel saggio uscito come prefazione all'edizione del 1948 di "Garofano Rosso" per la "Medusa degli italiani". Pubblicato tra il 1938 e il 1939 su "Letteratura" ed in volume nel 1941, "Conversazione in Sicilia" è "il" libro in cui si realizza in modo più alto la disposizione lirico – narrativa dell'autore, che prende spunto dalla guerra di Spagna per elevare il momento contingente d'oppressione e miseria a simbolo.
Agitato da astratti furori per "il genere umano perduto" Silvestro Ferrato, in seguito ad una lettera del padre che gli confessa di aver lasciato la madre per un'altra donna, decide di prendere un treno da Milano per tornare nel paese natale, in Sicilia. Il ritorno alla terra d'origine, sentita come mitica, trasfigura il passato in presente e viceversa, attraverso la coscienza universale del dolore per il mondo offeso. Tra fichidindia e montagne sperdute, la "piccola Sicilia ammonticchiata di nespoli e tegole" soffre, per la fame o per le malattie; soffre la madre Concetta, soffre il Gran Lombardo, portavoce di "nuovi alti doveri" che spettano agli uomini, soffre l'arrotino Calogero. E' il dolore perenne del mondo che anima le pagine forse più sentite dell'autore, attraverso la suggestione di una parola che si fa poesia.
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