Cinema
L'imbalsamatore
Segnala la pagina
Informazioni
CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Matteo Garrone
Sceneggiatura: Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso
Fotografia: Marco Onorato
Musiche originali: Banda Osiris
Montaggio: Marco Spoletini
Costumi: Francesca Leondeff
Scenografia: Paolo Bonfini
Italia, 2002
Durata: 101 minuti
Distribuzione cinematografica: Fandango Distribuzione

PERSONAGGI E INTERPRETI

Peppino: Ernesto Mahieux
Diego: Valerio Foglia Manzillo
Deborah: Elisabetta Rocchetti
madre Deborah: Lina Bernardi
padre Deborah: Pietro Biondi
Manuela: Marcella Granito

S'incontrano allo zoo, Valerio e Peppino: il primo è un ragazzo alto e di bell'aspetto, lavora come cameriere, ha l'hobby degli animali; l'altro è un nano, fa il tassidermista, s'innamora subito e perdutamente del giovane. Decide di prenderlo con sé, d'insegnargli il mestiere, covando nel frattempo il proprio inconfessato desiderio; le cose paiono dargli ragione, ma... 
Su queste premesse (ed ispirandosi ad un sanguinoso fatto di cronaca), Matteo Garrone - romano, classe 1968, giunto al suo quarto lungometraggio - costruisce “L'imbalsamatore”,  a tutt'oggi il suo risultato più convincente e coeso, accolto con favore dalla critica alla “Quinzaine des Réalisateurs” di Cannes 2002. 
Se gli sviluppi  (tra i due uomini s'inserisce come un cuneo Deborah, una ragazza inquieta e spiazzante che spariglia i giochi, suscitando la brama in Valerio) virano la vicenda addirittura verso i lidi del “nero”, Garrone è sempre bravo a tenere sulla corda lo spettatore; evitando - sino, almeno, al congestionato e tesissimo finale - scene madri ed alimentando invece un sottile e persistente disagio, un senso di malessere che attanaglia senza dar requie. Nel confronto fra esclusi che s'instaura, ovviamente, è il più emarginato a perdere: come in Fassbinder, l'amore è più freddo della morte, la passione condanna al dolore ed alla sconfitta. Dalla solarità della costa campana al nebbioso grigiore di Cremona, il sogno del minuscolo imbalsamatore appassisce e mostri divengono gli altri: chi è più bello, più giovane, più alto. Chi ha dalla propria la normalità, ciò che si trasmuta in ferocia senza rimorso.