Informazioni
Amazon, dollari 359,00
Harvard Diary
Questa non è la recensione di un libro ma di una biblioteca. Una biblioteca tascabile: mille e cinquecento volumi che si possono portare in giro in un lettore elettronico delle dimensioni e del peso di un singolo romanzo. Lanciato dalla Amazon nel 2007, Kindle è appena uscito in una versione più elegante, potente e ergonomica: finalmente un apparecchio in grado di far decollare l’editoria digitale. Anche perché non cambia il modo di leggere: si tratta sempre di prendere in mano un oggetto e di scorrerne le pagine, dopo avere cercato l’illuminazione migliore. Uno dei pregi di Kindle è infatti l’aver rinunciato a uno schermo retroilluminato, come quelli del computer, della televisione o del cellulare: usa invece una tecnologia chiamata “inchiostro elettronico”, che distribuisce reali particelle di inchiostro e dà l’impressione di trovarsi davanti a un foglio tradizionale, leggibile senza affaticare gli occhi e anche in pieno sole - niente riverberi o oscuramenti. A seconda delle proprie esigenze i caratteri possono essere rimpiccioliti o ingranditi (da 26 a 12 righe per pagina), mentre grazie all’alta risoluzione e alle sedici tonalità di grigio anche le illustrazioni sono riprodotte con nitidezza. L’effetto è straordinario: dopo un po’ ci si scorda della cornice tecnologica: si vede solo la scrittura e ci si immerge in essa, come accade coi libri cartacei. È fra l’altro un procedimento a basso consumo di energia, che fa sì che l’apparecchio non di scaldi e che una carica della batteria duri fino a due settimane. Certo, manca l’odore della carta e della colla, manca la sensazione tattile di girare le pagine o di segnare il punto a cui si è arrivati facendo un’orecchia alla pagina o di scrivere annotazioni in margine. Però ci sono piaceri feticistici sostitutivi: la piccola tastiera sotto lo schermo, che permette di aggiungere note o scrivere propri testi utilizzando i pollici; o il controller che muove il cursore e consente di evidenziare una porzione di testo o selezionare una funzione. Negli Stati Uniti non è neppure necessario possedere un computer o avere un collegamento internet per cercare e scaricare libri; lo si può fare, in meno di un minuto, da praticamente qualsiasi luogo, anche dal treno o dal ristorante: il costo dell’abbonamento e della connessione wireless lo paga Amazon. In Italia occorre, per ora, scaricare il file sul computer e da lì trasferirlo su Kindle. Le novità costano dieci dollari; ci sono anche libri più costosi ma comunque di prezzo inferiore ai volumi tradizionali, e le occasioni sono tantissime: i Promessi sposi nella traduzione apparsa negli Harvard Classics costano 99 centesimi, come una canzone acquistata su iTunes. I titoli a disposizione sono più di duecentomila e in continua crescita; e si possono ricevere in abbonamento anche giornali (inclusi Le Monde e Frankfurter Allgemeine), riviste, blog, o aggiungere propri documenti per riguardarli senza doverli stampare. Fra i dispositivi sperimentali c’è un lettore in viva voce dei testi: non ancora capace dell’espressività di una recitazione umana e tuttavia molto accurato. Le potenzialità di Kindle, e in generale dell’editoria digitale, sono enormi: ci saranno sempre libri che è più piacevole o conveniente comprare, leggere e conservare nel loro formato tipografico; ma non c’è nessuna ragione per cui le opere di consumo e di consultazione, dai testi scolastici e universitari alle guide turistiche, dai dizionari e le enciclopedie alle pubblicazioni specialistiche (incluse, nel settore umanistico, edizioni critiche, atti di convegni, bibliografie), debbano continuare a essere stampate su carta, con danni all’ambiente e inutile aumento dei costi di produzione e distribuzione. Si pensi che un unico Kindle potrebbe contenere tutti i manuali utilizzati da uno studente nel suo intero percorso scolastico, dalla prima elementare alla terza liceo, inclusi i vocabolari e gli atlanti, gli esercizi e le eventuali dispense dei docenti, un’enciclopedia, una collezione scolastica di classici, Costituzione compresa, e magari anche il diario di Jacovitti, o quello che andrà di moda. Trecento grammi in tutto, trasportabili senza neppure bisogno di uno zaino e senza problemi di scoliosi. Come l’iPod o come i pannelli solari, Kindle è il frutto di un’imprenditorialità virtuosa, che punta sì al successo e al guadagno ma attraverso innovazioni che facilitano e magari migliorano la vita: un atteggiamento opposto a quello del capitalismo parassitario e senza immaginazione al quale le ideologie conservatrici ci hanno abituati in questo ultimo decennio. Non è però detto che la scommessa di Jeff Bezos, il geniale fondatore e CEO di Amazon, abbia successo. Kindle costa 360 dollari: non pochi ma pur sempre meno di un BlackBerry o della PlayStation 3, che per di più hanno costi di gestione significativi mentre Kindle, una volta acquistato, fa solo risparmiare - gli ultimi romanzi di T. C. Boyle, The Women, e di James Patterson, Run for Your Life, usciti all’inizio di febbraio e ora nelle prime posizioni della classifica del New York Times, costano in libreria 28 dollari, online 17 e in versione digitale 10. Però i telefonini e i videogiochi non hanno una lunga storia alle spalle: accettarli non significa rinnegare tradizioni e consuetudini o mettere in discussione dei valori. Ma proprio questo è il motivo per cui oggi occorrerebbe, parafrasando Foscolo (che esattamente duecento anni fa esortò gli italiani alle storie), esortare i lettori a Kindle. Perché troppo spesso i libri e la cultura sembrano oramai intesi e usati come una difesa di valori, identità e tradizioni, invece che come un dispositivo di demistificazione e rinnovamento. È un equivoco che dura almeno da un secolo, dalla reazione idealista contro la scienza e la cultura di massa, dapprima cavalcata da conservatori e fascisti e poi, dopo le delusioni e il fallimento del socialismo reale, anche da buona parte della sinistra, rifugiatasi nella nostalgia e nel mito di un passato umanesimo. Ma così la cultura rischia di diventare una nicchia in cui cercare consolazione e consolidare le proprie abitudini, una specie di museo o zoo in cui si entra per far finta che il mondo sia ancora quello che volevamo; invece di essere lo strumento che, aiutandoci a riconoscere i reali avversari e a smascherare le loro tattiche di dominio, ci permetta di costruire il mondo che vorremmo.
Giudizio:
Riferimenti:
- T. C. Boyle, The Women, Viking, pp. 464, dollari 27,95 (Kindle book, dollari 9,99).
- James Patterson, Run for Your Life, Little, Brown and Company, pp. 384, dollari 27,99 (Kindle book, dollari 9,99).
- Ugo Foscolo, Dell'origine e dell'ufficio della letteratura. Orazione, a cura di Enzo Neppi, Olschki, pp. 172, euro 18,00.
Giudizio:
Riferimenti:
- T. C. Boyle, The Women, Viking, pp. 464, dollari 27,95 (Kindle book, dollari 9,99).
- James Patterson, Run for Your Life, Little, Brown and Company, pp. 384, dollari 27,99 (Kindle book, dollari 9,99).
- Ugo Foscolo, Dell'origine e dell'ufficio della letteratura. Orazione, a cura di Enzo Neppi, Olschki, pp. 172, euro 18,00.
Pubblicità
Pubblicità


