Roma. Palazzo Venezia
Fino al 22 aprile 2001.
Kircher Athanasius: Il museo del mondo - Opere in mostra
Chi era Atanasius Kircher" Un negromante" Un alchimista" Un Umanista" Quest'ultima definizione racchiude, in parte, il personaggio del gesuita. Nato a Fulda, in Germania, il giovane Kircher manifesta precocemente il suo genio: versato nelle lingue straniere, dotato di una memoria ferrea, predisposto per le discipline più diverse, Kircher è nel 1634 a Roma. Qui esprime le sue enormi capacità intellettuali ed inventive. Padre dell'ordine dei Gesuiti, compone opere di ricerca scientifica e letterarie, inventa macchine idrauliche, orologi, studia i geroglifici egiziani, colleziona quadri, oggetti d'arte, e testimonianze che via via i suoi confratelli riportano dalle Missioni per il mondo. La mostra espone l'imponente repertorio dello studioso, ubicata al Collegio Romano dal 1651 e distrutta con l'ingresso dei bersaglieri a Roma nel 1870. Perché il Museo fu considerato come un crogiolo di diavolerie legate alla magia, mentre conteneva abiti degli indiani d'America, mappe geografiche, scheletri umani ed animali. Era, insomma, una mappa, anzi un "Museo del mondo". Kircher scrive di vulcanologia ("Mundus Subterraneus"), di geroglifici ("Oedipus Aegyptiacus"), di metalli ("De Arte Magnetica"), di metafisica ("Ars Magna Lucis et Umbrae"), di cabala ebraica ("Cabbala Haebraicae vetus et Christiana"), di Musica ("Musurgia Universalis") oltre a decine di opere. Se non ci fosse stato il precedente di Sant'Agostino, si stenterebbe a credere che un uomo solo abbia scritto una quantità simile di opere scientifiche. Studia i geroglifici, ne sbaglia l'interpretazione, si fonda anche - sui testi di Orapollo ("Ieroglifica") e Valeriano. Ma quando Champollion li decritta è il metodo di Kircher ad illuminarlo. Inventa la lanterna magica: una fiammella posta dietro ad un vetro cui si sovrappone un'immagine anticipa la Fotografia e il Cinema. Inventa la camera oscura: due parallelepipedi inseriti l'uno dentro l'altro che mediante delle lenti riproducono al buio il paesaggio circostante. Inventa carillon, macchine che producono musica secondo il padre dal potere taumaturgico. Inventa metodi sulla decrittazione e sulla scrittura stenografica, sulla scia del catalano Raimondo Lullo e la sua "Arte della Memoria", e per questo motivo tutti i sovrani europei, compresa la colta Caterina di Russia, gli chiedono delucidazioni e libelli sull'argomento (per i propri servizi segreti, naturalmente). Avanza inoltre teorie sul movimento delle terre. Spesso è in errore, ma Kircher è consapevole del suo limite, e procede per tentativi: come la moderna scienza. Conserva un dipinto di Raffaello, uno ancora del Cinquecento, pregno di simbolismo, di Lorenzo Lotto: "Madonna e Santi", dove il viso della Vergine è incastonato in un triangolo che richiama il codice simbolico di Dio. Colleziona due grandi tele di Malot, una splendida di Federico Barocci: "La Fuga in Egitto". Anche questo dipinto non è casuale che si trovi nella collezione di Padre Atanasius: il mulo che osserva il Bimbo simboleggia la Verginità di Maria. Secondo San Bernardo di Chiaravalle il mulo ha questa significazione per via della sua pelle che, tesa, serve per i tamburi, e diviene nell'ambito della metafora consimile all'imene femminile. O la stessa postura del Bambino, che non poggia sulla terra ma sul velo di Maria e sul suo: come le Tavole della Legge mosaica custodite nell'Arca dell'Alleanza, prefigurazione della Buona Novella di Cristo. O infine il ciliegio da cui Giuseppe coglie un frutto per porgerlo al Bambino: ratifica visivamente l'infanzia giocosa di Cristo, mentre la fiaschetta di vino, in basso a sinistra, ne prefigura il sangue, la Passione. Ma Kircher non fu un negromante. Si allineava con "l'eretico" Galileo, ma nella veste di Gesuita ne condivideva solo in parte la teoria: intorno alla terra ruotano i pianeti ma poi questi (come asseriva Galileo) ruotano intorno al sole. E tuttavia Athanasius intuiva il cosmo e l'infinito, come Giordano Bruno, anche se non lo ammise mai in assoluta chiarezza per ovvie ragioni. E tuttavia individuava nella magia nera (come Sant'Agostino) l'eredita di Zoroastro e, prima di lui, di Caim, il figlio di Noè, che era solo volta al Male e alla mistificazione. Atanasius Kircher, invece, aspirava, seguendo la traccia umanistica del secolo, alla "maraviglia". Forse, nella sua lunga vita, seguendo la sua mente eclettica e instancabile, la raggiunse senza mai cercarla.
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