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Informazioni
Dal Comunicato Stampa della mostra
"Museo della Lanterna Magica e del Precinema".


Visitare le sale del Museo di Prato della Valle significa poter respirare l'atmosfera rarefatta della Repubblica di Venezia del Settecento e dell'Ottocento, a cominciare dal Campiello delle Maravegie che apre lo sguardo su un mondo di fantasia e di illusione. Popolato da insolite "figure di compagnia" e dagli strumenti ottici che sostavano in Laguna tra calli e vicoletti, il Campiello offre visioni affascinanti. L'ambientazione rimanda al passato, alle folle di avventori ed ambulanti che distribuivano immagini colorate per indurre la popolazione a scoprirne gli effetti sorprendenti. Dal Diorama teatrale alle vedute ottiche, fino alle rappresentazioni della Lanterna Magica che dava vita e movimento alle immagini e alle fotografie dipinte a mano su vetro, e proiettate su uno schermo. Sebbene tra i suoi precursori emergano i nomi di Leonardo da Vinci e Leon Battista Alberti, le origini della Lanterna Magica appartengono al periodo Barocco, che aveva fatto dello stupore e della meraviglia i propri principali obiettivi. Rispetto all'idea iniziale, con cui immagini dipinte su vetro venivano proiettate ingrandite su un telo bianco, nel Settecento le macchine diventano in grado di produrre effetti ben più sorprendenti. I vetri cominciano ad essere sovrapposti ed animati, compaiono le prime dissolvenze capaci di annullare l'immagine nel bianco o nel nero, per poi farla ricomparire. Gli oggetti esposti in mostra appartengono però quasi tutti al XIX secolo, quando ogni macchina può contare addirittura su tre obiettivi, consentendo, grazie alla proiezione sfalsata o contemporanea, di ampliare i movimenti. La collezione tende nella sua interezza verso il cinema, ma il suo significato più vero riporta al passato, al mondo della visione popolare fatto di tableaux dipinti a mano e descritti oralmente sulle piazze. Proseguendo l'itinerario artistico si scoprono lo zootropio, il Praxinoscopio, il Caleidoscopio, tutti gli strumenti con cui l'uomo ha cercato di riprodurre la realtà in maniera sempre più fantasiosa. Un intero teatro di antiche Ombre Javanesi, una riproduzione della Camera Ottica (l'originale si trova al Museo Correr di Venezia) che il Canaletto ha utilizzato per le sue vedute, ed un raro esemplare del 1864 del Megaletoscopio Privilegiato, brevettato dall'ottico veneziano Carlo Ponti per esaltare le vedute fotografiche all'albumina che ritraggono le più famose città d'Europa. Accanto alle sezioni dedicate alla stereoscopia e alla fotografia ce n'è una per le Lanterne Magiche per spettacolo o per uso specifico, eleganti e preziose, contornate da stampe d'epoca e da quegli strumenti musicali che un tempo servivano ad accompagnare i lanternisti ambulanti nelle loro rappresentazioni pubbliche.