Silvestro Lega,
da Bellariva al Gabbro
Nelle splendide sale del Castello Pasquini di Castiglioncello è allestita una ricca personale di Silvestro Lega, uno dei più significativi protagonisti della pittura italiana dell'Ottocento.
La mostra, con un nucleo di 60 dipinti di rara bellezza, dei quali la maggior parte non viene esposta da circa cinquanta anni, ripercorre un periodo straordinario della sua produzione posteriore al 1870, che si distingue per una singolare sensibilità verso gli aspetti formalmente più avanzati della ricerca macchiaiola.
Silvestro Lega nasce nel 1826 a Modigliana, in provincia di Forlì. Nel 1843 giunge a Firenze e si iscrive all'Accademia delle Belle Arti, dove ha modo di formare una solida struttura stilistica.
Dopo il suo esordio, segnato dagli studi accademici, presto si dedica alle sperimentazioni cromatiche dove la luce diventa il fulcro della composizione pittorica, in sintonia con le ricerche dei macchiaioli e con quella che sarà la sensibilità dell'Impressionismo.
Lega, coetaneo di Fattori, si accosta con passione alla tecnica a macchia degli artisti che si riunivano al Caffè Michelangelo e che svolgevano le loro ricerche en plein air, pur rimanendo sempre fedele alle proprie ispirazioni di stampo realista.
Superato un triste periodo di crisi spirituale e di malattia agli occhi, inizia per Lega una stagione di produzione estremamente vivace che la mostra a Castiglioncello documenta. Infatti, il pittore a Bellariva ritrova serenità presso la villa della famiglia Tommasi. Dal 1866 trascorre lunghi periodi al Gabbro, presso la famiglia Bandini, a Poggio Piano, nella campagna dell'entroterra livornese.
La bellezza dei paesaggi e il nuovo clima affettivo che lo circonda sono fonte straordinaria di ispirazione. La sua pittura assume espressioni più vivaci e intimiste, riscontrabili nei quadri che hanno per soggetto spesso le contadine dedite al lavoro o le signore ritratte nei loro giardini.
Nei suoi quadri che esaltano la semplicità e la delicatezza degli affetti puri della piccola borghesia italiana, vi è sempre un po' di commozione nostalgica per il mondo vissuto nei piccoli centri urbani.
La mostra si articola in quattro sezioni: Dopo Piagentina', "Il periodo di Bellariva", "La famiglia Bandini" e "Luoghi e volti del Gabbro". Queste sezioni rappresentano il periodo felice di espressione artistica di Silvestro Lega, dalla sua rinascita dopo il periodo di crisi, una rinascita influenzata anche dagli stimoli che pervengono dai mutamenti culturali in corso, come il decadere delle certezze positiviste e il dilagare dei principi del Naturalismo francese, alla sempre maggiore libertà di esecuzione, capace di esprimere nei volti e negli scorci di campagna un universo denso di sentimento e delicatezza, che tanto caratterizzano lo stile di questo importante artista del panorama italiano.
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