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Dal 14 al 19 ottobre 2002
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Intervista a Dacia Maraini
Dacia Maraini, protagonista dell'edizione di quest'anno del Concorso ''Scrivi con me'', intervistata dal programma Quest'Italia, racconta la propria esperienza di scrittrice e dona ai giovani talenti preziosi consigli. Inoltre la brava autrice interviene sull'importanza di questa manifestazione e della Lingua Italiana nel mondo.
Guarda il video dell'intervista a Dacia Maraini
Intervento di Dacia Maraini sul Concorso
''Dalle notizie che ci giungono dagli istituti italiani sparsi nei vari paesi stranieri, risulta che la diffusione dell'italiano è in crescita. Dovremmo rallegrarcene, invece di passare il tempo a tentare di distorcere e modificare l'italiano con l'introduzione inopportuna e inutile di parole straniere che la deformano e la imbruttiscono. Il nostro uso e abuso della lingua della tecnologia, ovvero l'inglese, dimostra poco amore per la propria cultura e a volte una caduta nel puro servilismo linguistico. Conoscere una lingua straniera o anche due o tre, è importantissimo, mantenendo però le operazioni separate.
Questo bellissimo concorso, a cui ho partecipato molto volentieri, è servito a creare, in un tempo molto breve, una fitta rete di legami con ragazzi di paesi lontani e differenti che hanno in comune un interesse, una passione, un esercizio quotidiano: .a lingua italiana. La vasta partecipazione dei giovani di tutti i continenti ci dà la misura di quanto possa essere viva e presente la nostra lingua, anche all'estero. Tutto sta nel crederci noi, come ci credono coloro che la amano senza essere italiani.
Per quanto riguarda il premio dato al finale del mio racconto 'Ber ah di Tanzania' che è stato proposto ai ragazzi perche lo completassero, mi sembra che i risultati migliori siano quelli che hanno preso spunto dalla storia per mettere in evidenza alcuni particolari: il dono delle scarpe, la tristezza di una strada non finita, gli uccelli che bivaccano sulle macchine abbandonate. Tutti comunque hanno scritto con passione, senza trascurare il tema profondo del rapporto fra insegnante ed alunno nella sua accezione migliore.
Mi auguro che questo tenue filo narrativo possa continuare a svolgersi accostando paesi, fantasie, età, culture e modi di pensare differenti, nel segno unitario della nostra bella lingua italiana.''
Dacia Maraini, protagonista dell'edizione di quest'anno del Concorso ''Scrivi con me'', intervistata dal programma Quest'Italia, racconta la propria esperienza di scrittrice e dona ai giovani talenti preziosi consigli. Inoltre la brava autrice interviene sull'importanza di questa manifestazione e della Lingua Italiana nel mondo.
Guarda il video dell'intervista a Dacia Maraini
Intervento di Dacia Maraini sul Concorso
''Dalle notizie che ci giungono dagli istituti italiani sparsi nei vari paesi stranieri, risulta che la diffusione dell'italiano è in crescita. Dovremmo rallegrarcene, invece di passare il tempo a tentare di distorcere e modificare l'italiano con l'introduzione inopportuna e inutile di parole straniere che la deformano e la imbruttiscono. Il nostro uso e abuso della lingua della tecnologia, ovvero l'inglese, dimostra poco amore per la propria cultura e a volte una caduta nel puro servilismo linguistico. Conoscere una lingua straniera o anche due o tre, è importantissimo, mantenendo però le operazioni separate.
Questo bellissimo concorso, a cui ho partecipato molto volentieri, è servito a creare, in un tempo molto breve, una fitta rete di legami con ragazzi di paesi lontani e differenti che hanno in comune un interesse, una passione, un esercizio quotidiano: .a lingua italiana. La vasta partecipazione dei giovani di tutti i continenti ci dà la misura di quanto possa essere viva e presente la nostra lingua, anche all'estero. Tutto sta nel crederci noi, come ci credono coloro che la amano senza essere italiani.
Per quanto riguarda il premio dato al finale del mio racconto 'Ber ah di Tanzania' che è stato proposto ai ragazzi perche lo completassero, mi sembra che i risultati migliori siano quelli che hanno preso spunto dalla storia per mettere in evidenza alcuni particolari: il dono delle scarpe, la tristezza di una strada non finita, gli uccelli che bivaccano sulle macchine abbandonate. Tutti comunque hanno scritto con passione, senza trascurare il tema profondo del rapporto fra insegnante ed alunno nella sua accezione migliore.
Mi auguro che questo tenue filo narrativo possa continuare a svolgersi accostando paesi, fantasie, età, culture e modi di pensare differenti, nel segno unitario della nostra bella lingua italiana.''
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