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Ennio Morricone - The Complete Edition
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Ennio Morricone - The complete edition
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Edizioni GDM/Edel
E’ innegabile, la cosa meno convincente di “Ennio Morricone - The Complete Edition” (GDM/Edel) - lo strepitoso box di 15 cd ove viene ripercorsa tutta la carriera del compositore romano - è il libretto d’accompagnamento: una scarna introduzione del Maestro, seguita da una breve sequenza di poster dei film più noti. Però, questa piccola sfilata basterebbe per ricostruire un cinquantennio circa di storia patria: dal “Federale” (1961) di Luciano Salce, debutto morriconiano come autore di colonne sonore, fino a “La sconosciuta” (2006) di Giuseppe Tornatore, passando per le inquietudini del boom di “La voglia matta” (1962), ancora di Salce, il trionfo del “cappellone” indigeno nelle pellicole di Sergio Leone e dei suoi imitatori, i fermenti sessantotteschi di “Grazie zia” (1968) di Salvatore Samperi e di “Escalation” (1968) di Roberto Faenza, l’inedita morale sessuale di “Metti, una sera a cena” (1968) di Giuseppe Patroni Griffi, l’impegno di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (1970) di Elio Petri e di “Allonsanfan” (1974) dei fratelli Taviani, sino alla nostalgia alquanto rétro di “Nuovo Cinema Paradiso” (1989), sempre di Tornatore. A parte, naturalmente, le collaborazioni con cineasti stranieri per titoli poi divenuti celeberrimi, da “Il clan dei siciliani” (1969) di Henri Verneuil sino a “Mission” (1986) di Roland Joffé e a “The Untouchables-Gli Intoccabili” (1987) di Brian De Palma, assai importanti pel conferimento dell’Oscar alla carriera, giunto nel 2007. Gli ultimi dischi del cofanetto sono dedicati ad indagare aspetti meno conosciuti del lavoro dell’artista, interessanti  quanto l’attività nel cinema: vi sono, infatti, sezioni dedicate al lavoro suo per la tv, la musica classica contemporanea, infine - quasi un capitolo a parte - le canzoni originali, gli arrangiamenti orchestrali e per hit. Non v’è nulla di realmente sorprendente in codesto lato, come dicevamo, poco noto del nostro: pure i suoi colleghi, gli Armando Trovajoli, i Piero Piccioni, i Franco Micalizzi, si trovavano sovente alle prese addirittura con stacchi e jingle, in ossequio alle logiche del mercato. Perciò, non desti alcuna meraviglia lo scovare fra le original songs “Se telefonando” di Mina, “Here’s to you” di Joan Baez, “La califfa” di Milva, “And will you love me?” di Antonella Ruggiero; tra gli orchestral arrangements “Quando quando quando”, “Io che amo solo te”, “Tu ca nun chiagne”, “Parlami d’amore Mariù”; tra gli hit songs arrangements “Abbronzatissima” e “Guarda come dondolo” di Edoardo Vianello, “Il barattolo” di Gianni Meccia, “Andiamo a mietere il grano” di Louiselle (qualcuno la ricorda ancora?). Sono solo i segni della gran versatilità di un fuoriclasse delle sette note,  capace di restare tale alle prese con qualunque materiale, in ogni caso nobilitato dal suo inconfondibile tocco.

Francesco Troiano