Libri
Romanzi
Segnala la pagina
Guido Morselli: Romanzi
Informazioni
di Guido Morselli
Adelphi
pp.1697
Euro 52

Nella notte fra il 31 luglio ed il 1░ agosto del 1973, a Varese, Guido Morselli si tolse la vita all'etÓ di 60 anni con una pistola militare Browning. A quasi tre decenni da codesta tragica fine, la casa editrice Adelphi ne ripropone adesso l'opera nella sua collana di classici moderni ("La nave Argo") ove giÓ figurano Croce, Dossi, Savinio: il primo volume - curato in maniera esemplare da Elena Borsa e Sara D'Arienzo, mentre la lunga ed esauriente introduzione porta la firma di Valentina Fortichiari - riunisce attorno a "Il comunista" (1976) e ad "Un dramma borghese" (1978) un certo numero di scritti inediti.
Si conclude cosý, in maniera assolutamente canonica, l'accidentato cammino dello sfortunato scrittore bolognese verso il pantheon della letteratura indigena contemporanea: pur se giÓ nel 1977 un critico severo come Natalino Sapegno, lodandone la "scrittura piana, elegante e soffusa", ebbe a definirlo "romanziere originalissimo, geniale e destinato a occupare definitivamente un posto nella storia della cultura italiana", egli patý in vita un ostracismo tanto costante che lo condann˛ a mai poter vedere pubblicato un proprio romanzo.
Non fu probabilmente questa, od almeno non soltanto questa, la scaturigine d'un suicidio la cui idea egli accarezzava sin dal remoto 1956: colpiscono, semmai, le modalitÓ e le ragioni dei dinieghi innumerevoli ch'egli collezion˛ tra editori e letterati, accompagnati sovente da espressioni di stima (Vittorio Sereni sostenne che in Mondadori v'era scarso margine per libri di valore) o da articolate recensioni in forma epistolare (Calvino, che ne verg˛ una lunga ed appassionata su "Il comunista").
Personaggio atipico e di difficile collocazione, curioso d'ogni cosa come lettore (coni˛ per se medesimo la definizione di "peripatetico a salti e ritorni") e come scrittore, Morselli oscill˛ tra bizzarria (l'impagabile "Roma senza Papa", fondato su interpretazioni freudiane degli articoli del Credo) e fantastoria ("Divertimento 1889", cronaca immaginaria di un'avventura sentimentale di Umberto I), con puntate in uno psicologismo ossessivo (il giÓ citato "Un dramma borghese", trasposto in celluloide nel '79 da Florestano Vancini): se a ci˛ s'aggiunge una tendenza marcata allo sperimentalismo stilistico, non riesce affatto difficile comprendere le difficoltÓ del Nostro a trovare collocazione nel contesto dell'epoca. Per i medesimi motivi, tuttavia, le sue prose hanno resistito all'usura del tempo assai meglio che quelle di tanti autori coevi di maggior fortuna: chi non ne sia convinto, Ŕ in grado di trovare oggi nella bella edizione adelphiana un adeguato strumento di verifica.