dal 27 febbraio al 28 luglio 2002
Milano, Palazzo Reale, piazza Duomo 12
Orari: tutti i giorni 9.30-19.30, giovedì 9.30-23.00, lunedì chiuso
telefono 02392261
L'idea di questa mostra nasce dal restauro, molto atteso, di Palazzo Reale, che proprio durante il Settecento fu oggetto di un rinnovamento al quale concorsero tutte le arti. L'esposizione vuole offrire un iter completo dei fenomeni artistici che, con i loro intrecci, caratterizzarono le corti italiane nell'età delle riforme. Sono infatti presenti capolavori pittorici e scultorei, ma anche disegni e realizzazioni di arti decorative, che insieme ripercorrono l'emergere di una nuova sensibilità per l'antico nella Roma di metà Settecento e l'avanzare, nell'ultimo decennio del secolo, del gusto dettato dal celebre artista Antonio Canova. Sono stati volutamente accostati capolavori del barocco maturo, di cui massimo esponente si può considerare Tiepolo, e opere dei grandi maestri neoclassici, con lo scopo di mostrare il passaggio dalla civiltà figurativa barocca a una nuova epoca artistica. Luogo privilegiato del Neoclassicismo fu l'Italia, che divenne il centro vitale e simbolico di un movimento artistico caratterizzato dallo studio e dal recupero dell'antico. La realtà artistica italiana si arricchì di stranieri, esponenti del Neoclassicismo europeo, da Mengs a David, da Angelica Kauffmann a Elisabeth Vigée-Lebrun. Questo movimento d'artisti fu anche agevolato dalla politica dei sovrani illuminati, intenti a materializzare il gusto corrente nelle proprie corti, incrementando la produzione delle manifatture reali. Il gusto dell'antico evocava Roma e i grandi capolavori della scultura classica, presenti non solo nelle vedute di Panini, con la raffigurazione di musei reali e ideali, ma anche in oggetti d'arte applicata. Bernardo Bellotto e Hubert Robert si lasciavano guidare attraverso le vestigia dell'antica Roma, ma anche di Napoli, Paestum e della Sicilia da una sorta di spirito dell'antico, con l'aiuto dei testi latini. Tre furono i generi facilmente riconoscibili: pittura religiosa, pittura mitologica e pittura di storia. Il primo era ancora rappresentato dal virtuosismo barocco di Tiepolo, il secondo dalle rappresentazioni dei miti più affascinanti realizzate da Appiani e Canova, il terzo dalla pittura ispirata alla ragione e alle regole raffaellesche di Mengs. Un cospicuo numero di queste opere a soggetto mitologico del Canova sono presenti nella parte finale della mostra, ambientata nella Sala delle Cariatidi. Lo scultore divinizzato, considerato l'ultimo grande interprete della tradizione italiana, chiude la ricca esposizione con una raccolta di grandi sculture, la spettacolare serie di bassorilievi e le tempere, visibili insieme per la prima volta. Il comitato scientifico della mostra è composto da esperti dei vari settori quali Liliana Barroero, Enrico Colle, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti, Claudio Poppi, Stefano Susinno.
- Guercino. 1591-1666 Capolavori da Cento e da Roma
- Omaggio a Lorenzo Lotto. I dipinti dell'Ermitage alle Gallerie dell'Accademia
- Caravaggio. Quadri dalle collezioni dei musei italiani e vaticani
- Roma al tempo di Caravaggio 1600 - 1630
- Giovanni Segantini: Light and mountains
- Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan
- Leonardo. Il genio, il mito
- Il Simbolismo in Italia
- Leonardo e Michelangelo. Capolavori della grafica e studi romani
- Virgilio. Volti e Immagini del Poeta

