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I riti della Passione a Barile in Basilicata
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In Basilicata, riti e feste legate alla Passione e alla Pasqua si dipanano attraverso gesti e movenze antiche sullo sfondo di tradizioni corali. La magia delle sacre rappresentazioni nasce dai tempi dei bizantini, dalle tradizioni del cristianesimo greco, presente e vivo nelle cappelle scavate nelle grotte, nelle icone sacre dipinti sui muri diroccati. Per tutta la comunità è l'ora dell'attesa, della paura e della speranza.
A Barile la Via Crucis è interpretata da uomini e donne che si sentono veramente il simbolo della espiazione comune. Tutti nel paese lavorano, nelle settimane precedenti, alla riuscita della processione. Lungo il percorso vengono innalzati una serie di palchi per la rappresentazione dei diversi episodi della Passione: il Cristo nell'orto, la cattura, Ponzio Pilato, la Via Crucis, la crocifissione. Il giovane che impersona il Cristo deve digiunare ed espiare ogni colpa i tre giorni prima della processione. Viene lavato, unto e vestito da sole donne, ognuna delle quali si cura del suo vestiario. La processione ha un ritmo frenetico sostenuto dalla presenza di uomini vestiti da soldati che si muovono a cavallo su e giù per le strade del paese. Intorno a loro si agitano gruppi di personaggi: i romani, i sacerdoti, il popolo, e ancora la Maddalena, la Madonna, gli apostoli. La Vergine viene rappresentata in due versioni, con un vestiario diverso: da giovane e da anziana. In questa atmosfera tutta ricostruita dai Vangeli, compaiono all'improvviso, portando un grande scompiglio, alcune figure di fantasia legate alle paure ancestrali che ci portiamo dentro. Ecco la figura del "Negro" che rappresenta lo straniero, indossa un mantello con piume colorate e gioca con un altro "Negro" bambino a ritarsi una palla avanti e indietro. Nella grande kermesse compare anche la "Zingara", altro personaggio dai toni oscuri e misteriosi, che porta un vestito decorato da tutti gli ori del paese: simbolo di una ricchezza che nasconde malvagità e pericolo. La gente si difende da lei donandole, anche per un solo giorno, tutti i propri averi. Personaggi simbolici dunque il "Negro" e la "Zingara", che assumono un grande rilievo in questo grande rito di espiazione collettiva.