Cinema
Paz!
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Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Renato de Maria.
Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Renato de Maria, Francesco Piccolo
Fotografia: Gian Filippo Corticelli
Musica: Riccardo Sinigallia, Francesco Zampaglione, Meme
Montaggio: Jacopo Quadri, Letizia Caudullo
Scenografia: Giancarlo Basili
Costumi: Valentina Taviani, Francesca Casciello
Prodotto da: Tangram Film, Rai Cinema, Stream, Itc Movie
Italia, 2001
Durata: 102'
Distribuzione cinematografica:Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Pentothal: Claudio Santamaria
Zanardi: Flavio Pistilli
Fiabeschi: Max Mazzotta
Lucilla: Fabrizia Sacchi
Petrilli:Cristiano Callegaro
Colasanti:Matteo Taranto

Breve la vita felice di Andrea Pazienza. Nativo di San Benedetto del Tronto, esordisce professionalmente nel ‘77 - ad appena ventun anni - su “Alter Linus”, pubblicando la prima puntata di Pentothal. In seguito egli è collaboratore, a volte fondatore, di testate quali “Corto Maltese”, “Cannibale”, “Frigidaire”, “Il Male” e “Comic Art”: nell'80 crea Zanardi, studente pluriripetente ed inveterato teppista, che resta il suo personaggio più famoso. Quando si spegne prematuramente, nel 1988, la sua figura entra nel pàntheon del maledettismo giovanile, assieme a quelle d'un Jimi Hendrix, un Jim Morrison od una Janis Joplin.
L'idea di trarre un film dalle sue storie, perseguita da Renato de Maria - qualcuno ricorderà, nel 1996, il suo “Hotel paura”, pur s'egli è noto soprattutto come regista della fortunata serie tv “Distretto di polizia” - per un lustro, si è infine concretizzata in un lungometraggio che non indulge alla facile mitizzazione od al gusto della nostalgia: ambientato nella giornata tipo di un anno tra il ‘77 e l'80 a Bologna, mette in scena le vicende del suddetto Pentothal, 23enne del sud eternamente in pigiama e con ambizioni d'artista; di Fiabeschi, studente fuorisede e fuoricorso che si fa mantenere dalla fidanzata Anna; del già citato Zanardi e della sua delinquenziale cricca di compagni.
Divagante e sgangherato, il film riesce a strappare qualche risata nella prima parte; dipoi s'arena nelle secche di dialoghi stereotipati, di battute che mai vanno a segno, in una assenza di azione e di motivazioni che tedia senza pietà lo spettatore. Gradevole la colonna sonora d'epoca, tuttavia, e bravi gli attori: su tutti, spicca l'ottimo Claudio Santamaria, che conferisce credibilità e giusto smarrimento al suo decerebrato Pentothal.