Palazzo Te, Viale Te 19
Mantova
Dal 18 marzo al 10 Giugno 2001
Perino del Vaga, tra Raffaello e Michelangelo
In occasione del cinquecentenario della nascita di Pietro Buonaccorsi, detto Perin del Vaga, il Pallazzo Te a Mantova dedica una mostra a questo fecondo disegnatore, definito da molte fonti maestro eccellente. Non è un caso che il Vasari gli dedichi la più lunga delle sue biografie nell'opera Vite, dopo quella di Michelangelo. Uno dei più brillanti allievi di Raffaello, pittore di corte di Andrea Doria e di Papa Paolo III Farnese, Perino del Vaga terminò la sua lunga carriera dipingendo la Spalliera per il Giudizio Finale di Michelangelo nella Cappella Sistina. Nell'ambito della bottega raffaellesca, l'artista giunse ad altissimi livelli nell'attività grafica e in pochi anni fu considerato tra i migliori disegnatori della prima metà del Cinquecento. Seguendo il gusto e l'orientamento artistico culturale della sua epoca, con le capacità affinate nella scuola di Raffaello, Perino realizzò una quantità enorme di opere grafiche, non escludendo nessuna delle svariate possibilità tecniche: affresco, olio su tavola, incisione, arazzo, ricamo, cristallo inciso. I suoi disegni, presenti in numero copioso in questa esposizione, rendono ragione di un virtuosismo di rara bellezza. Per questo il nucleo centrale della mostra punta sulla sua attività grafica a cui si ritiene indispensabile affiancare anche una selezione particolarmente significativa di dipinti su tavola e su tela, affreschi staccati, arazzi, cristalli incisi e argenti.
La mostra si articola in sei sezioni dalla formazione, che dimostra la sua fiorentinità, al decoro della scena sacra e la pittura devozionale su tavola, svolto nel cantiere raffaellesco delle Logge Vaticane a Roma, dal primato del disegno, sotto la committenza di Andrea Doria, al lavoro come artista di corte presso lo stesso Doria, dove realizza i primi apparati effimeri trionfali italiani, progetta la decorazione architettonica e quella ad affresco e a stucco della dimora principesca dove nel 1533 viene ospitato Carlo V. Tra le ultime tappe della mostra non mancano esempi del rapporto artistico con Michelangelo. L'esposizione comprende anche incisioni e prodotti grafici.
La mostra si avvale di un comitato scientifico internazionale, ed è stata curata da Elena Parma del Dipartimento di Storia dell'Arte della Facoltà di Lettere, di Genova.
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