di Cristina Comencini
Intervista a Cristina Comencini.
Da una commedia brillante come "Matrimoni" ad un film più caratterizzato dal grottesco...
In questo film la tipizzazione è molto forte (il mafioso, l'amante, la moglie). Era quindi necessario rendere i personaggi umani, rivelandone le debolezze e le contraddizioni, evitando le macchiette. Il boss mafioso interpretato da Placido, ad esempio, doveva essere al tempo stesso seducente e respingente, rozzo e di classe. La contraddizione è la più grande ricchezza umana. Questo film è meno sentimentale e sofisticato di "Matrimoni", sicuramente più comico. Si ricollega alla vecchia tradizione della commedia: quelle di Risi o di Monicelli erano intrise di cattiveria. Qui non c'è cattiveria ma una ambiguità di fondo che impantana le situazioni e dalla quale è difficile venir fuori. A mio avviso l'unica chiave utile per leggere la realtà di oggi è l'ambiguità.
Perchè "Liberate i pesci"?
L'acquario rappresenta la famiglia, la città, l'Italia. Un luogo dove tutti si sfiorano e può capitare che il figlio del boss si innamori della figlia del giornalista che lo ha sempre osteggiato.
In che cosa è cambiata la commedia di oggi rispetto a quella di ieri?
La società è cambiata e quindi anche i registi ed il loro modo di rappresentarla. Un film come "Una vita difficile" è magnifico, ma sicuramente all'epoca più facile da realizzare e da capire. La società era più lineare, si divideva tra fascisti e comunisti, borghesi e poveracci. La nostra invece è una società caratterizzata dall'ambiguità: il bene ed il male sono mischiati e tutti siamo diversi, ci esprimiamo a frammenti. La commedia deve lavorare sull'individuo e sui personaggi, sulle loro contraddizioni, per creare una visione d'insieme completa. La difficoltà sta nel rendere questi personaggi credibili ma comici, con le loro debolezze e la loro umanità. Non rimpiango la vecchia divisione tra bene e male che ha dato grandi film, perchè la contraddittorietà del nostro tempo è stimolante.
Perchè è così difficile fare una commedia oggi?
Il pubblico ha perso fiducia nei confronti del cinema italiano, spesso preferisce riconoscersi nelle commedie anglosassoni o spagnole. "Matrimoni", ad esempio, non era riconoscibile in niente di tutto ciò e proprio per questo dopo una partenza in sordina ha ottenuto successo. Usare gli strumenti della commedia per raccontare la società in modo serio è un'innovazione che ha bisogno di tempo per ricevere la fiducia del pubblico.
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