Informazioni
di Giuseppe Pontiggia
Mondadori
2004
Pagine LXV-1970
Euro 49,00
Se n'è andato soltanto da un anno, Giuseppe Pontiggia, e già il nome suo entra nell'empireo dei classici: l'occasione è l'edizione completa delle Opere (Mondadori, pp.LXV-1970, 49) appena apparsa nella prestigiosa collana dei Meridiani, per l'attenta ed amorosa cura di Daniela Marcheschi. Il tragitto artistico di quest'illuminista sui generis, imbevuto di tradizione manzoniana ma pure ammiratore di Jules Renard (laddove quest'ultimo suggerisce di scrivere delle cose che i bambini copierebbero nei loro quaderni! Questo vuol dire essere un classico) ed in perfetta sintonia con René Daumal (il cui insegnamento gli pare muova da un presupposto: la fede nella potenzialità enigmatica di un linguaggio chiaro. Il discorso oscuro finisce per sottrarre all'esistenza proprio la sua oscurità...) è ripercorso per intero nelle quasi duemila pagine della raccolta, dall'esordio de La morte in banca (1959) sino al commiato struggente di
Nati due volte (2000). Il lettore potrà così seguire passo per passo il cammino dello scrittore comasco: la sua evoluzione dallo sperimentalismo, dalla costruzione verbale d'impianto neoavanguardistico de L'arte della fuga (1968) a forme più tradizionali, attraverso uno sguardo lucido ed amaro che sarà la sua cifra definitiva. Meglio che altrove, detta poetica è espressa ne Il giocatore invisibile (1978), dove - tramite l'indagine di uno studioso, ansioso di smascherare l'autore di un libello inteso a gettare ombre sulla sua autorevolezza - Pontiggia licenzia una sorta di studio sulla potenza devastatrice del sospetto. I successivi Il raggio d'ombra (1983) e La grande sera (1989) danno conferma del valore del Nostro, pur aggiungendo in sostanza poco di nuovo; non così Vite di uomini non illustri (1993) che - nel concentrare con somma maestria diciotto possibili romanzi in uno - si muove su un terreno, quello dell'aforisma e dell'epigramma, affatto fuori dalla tradizione indigena. Di Nati due volte abbiamo già detto al momento dell'uscita: varrà la pena aggiungere che questo romanzo di straziante autobiografismo suggella, come meglio non si potrebbe, il limpido arco della sua scrittura.
Francesco Troiano