Storia della Premiata Forneria Marconi
(1969/70)
La Canzone d'Autore Italiana
La Premiata Forneria Marconi - un nome scaturito dal luogo in cui si fanno le prove, una vecchia forneria di Brescia - nasce dalle ceneri dei Quelli, gruppo formato da alcuni turnisti assai gettonati in Italia: specializzatisi in cover di canzoni straniere (e con almeno un successo all'attivo, "La bambolina che fa no no no", cantata da un Teo Teocoli all'inizio della carriera), nel '69 pubblicano il loro unico album. Dopo aver assunto per un breve periodo il nome di Krel, alla fine del 1970 Franz Di Cioccio (batteria), Franco Mussida (chitarra), Flavio Premoli (tastiere) e Giorgio Piazza (basso) fondano, in compagnia del multistrumentista Mauro Pagani, quello che diventerà uno dei complessi più celebri nella vicenda del pop nostrano. Dopo aver debuttato nel '71 a Milano come supporto degli Yes, la PFM entra a far parte della scuderia della Numero Uno, sotto l'egida di Mogol: è lui, infatti, a firmare il testo di "Impressioni di settembre", 45 giri d'esordio tra i più azzeccati dell'epoca. Poco dopo esce pure il primo 33 giri, "Storia di un minuto" (1972): suonato dal vivo in studio, il disco contiene - oltre alla già citata "Impressioni di settembre", in una nuova versione - brani destinati ad entrare in pianta stabile nel loro repertorio, quali la travolgente "E' festa" e la suggestiva "La carrozza di Hans". Il long-playing seguente, "Per un amico" (1972), non raggiunge simili vertici, ma possiede una struttura musicale più raffinata e non manca di pezzi d'effetto ("Appena un poco", "Il banchetto", "Generale!"). L'anno dopo è quello del trionfale ingresso della band nel mercato internazionale: pubblicato dall'etichetta Manticore, "Photos of Ghosts" ottiene un lusinghiero successo sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, grazie pure ai suggestivi testi di Pete Sinfield. Il 1974 vede l'uscita de "L'isola di niente", dove spiccano "La luna nuova", "Via Lumiere" e "Dolcissima Maria", destinata a divenire uno dei loro cavalli di battaglia. Dei molti concerti tenuti all'estero in questo periodo è felice testimonianza il "Live in Usa" (1974, "Cook" per i paesi anglofoni); mentre il successivo "Chocolate Kings" (1975), particolarmente critico nei confronti degli Stati Uniti, mette un freno alla loro fortunata carriera americana (già minata dalla partecipazione, a Roma, ad un concerto in sostegno dell'OLP). Da qui in avanti, gli interessi del gruppo paiono virare verso il jazz ed anche i testi percorrono strade diverse: affidati a Gianfranco Manfredi, sono la cosa di maggior interesse dell'album "Passpartù" (1978), che vanta pure una bella copertina di Andrea Pazienza. Poco altro da segnalare - a parte una splendida tournée assieme a Fabrizio De André, nel 1979 - sino allo scioglimento, avvenuto nel 1987. I vari "ritorni" poco aggiungono al loro percorso, ma va almeno menzionata l'opera rock "Dracula", messa in scena e pubblicata nel 2005.
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