Libri
Racconto di Natale di Dino Buzzati
Segnala la pagina
"Racconto di Natale", apparso nella raccolta "La boutique del mistero" (pubblicata da Dino Buzzati nel 1968 come selezione dei racconti più rappresentativi della propria opera), risente, come tutta la sua produzione, dell'influenza surrealista. L'autore restituisce il senso misterioso ed enigmatico dell'esistenza, sottolineandone la dimensione dell'assurdo e dell'attesa. Così l'"ateo - credente" Buzzati coglie, in un racconto breve ed ingenuo in apparenza, il significato autentico del Natale, che risiede nella condivisione dell'amore divino, attraverso una rappresentazione paradossale dell'egoismo umano. "Dio pareva farsi sempre più raro, e chi ne possedeva un poco non voleva cederlo (ma nell'atto stesso che lui rispondeva di no, Dio scompariva, allontanandosi progressivamente)": è quel che succede a Don Valentino, un prete che, avendo scacciato un mendicante dalla cattedrale ricolma di Dio durante la notte di Natale, non riesce più a sentire la presenza divina e, convinto di aver fatto scappare Dio, è in affanno perché l'arcivescovo ne ha bisogno per la Messa. "Sgomento, don Valentino si guardava intorno, scrutando le volte tenebrose: Dio non c'era neppure lassù. Lo spettacoloso apparato di colonne, statue, baldacchini, altari, catafalchi, candelabri, panneggi, di solito così misterioso e potente, era diventato all'improvviso inospitale e sinistro. E tra un paio d'ore l'arcivescovo sarebbe disceso". Don Valentino parte allora alla ricerca di Dio, ma non lo trova da nessuna parte; quando, attraversate feste e banchetti profani, giunge presso una famiglia riunita a tavola ne trova un pochino e domanda di poterlo portare nella cattedrale, ma gli viene rifiutato: "Caro il mio don Valentino" fece il capofamiglia. "Lei dimentica, direi, che oggi è Natale. Proprio oggi i miei figli dovrebbero far a meno di Dio? Mi meraviglio, don Valentino." Così, Dio scompare anche da quella casa. Esausto, dopo aver a lungo camminato nel freddo, Don Valentino torna a sentire finalmente la presenza divina e capisce che il problema era dentro di lui, non nella cattedrale, al cui interno l'arcivescovo, splendente di Dio, lo sta aspettando.