Questo libricino della collana "Nativitas" della casa editrice Interlinea è composto da una raccolta di cinque brevi testi, quattro dei quali usciti sul "Corriere della sera" tra il 1998 e il 2003. Tutti contengono riflessioni amare, realistiche, paradossali e grottesche sulla condizione umana e sulla società contemporanea. Nel racconto di apertura che dà il titolo al libro Vassalli sostiene che gli uomini cercano di scoprire altre forme di vita nell'Universo perché si sentono soli e hanno bisogno di compagnia. Il robot di Natale - forse una sconosciuta forma di vita - dovrebbe farci un bel regalo: un nemico esterno, lontano per non rappresentare un pericolo immediato, ma comunque che ci spaventi per indurci ad abbandonare le nostre meschine liti, che "ogni tanto ci faccia «bu»" e ci intimorisca quanto basta "per mettere d'accordo Israeliani e Palestinesi, Musulmani e Cristiani, Padani e Italiani [...]. Come possiamo volerci bene tra di noi, se non abbiamo un nemico?" Il secondo intervento commenta una notizia del 1998: un uomo tedesco di quarantatre anni, Wolfgang Dircks, viene trovato morto in casa davanti al televisore e con l'albero di Natale ancora acceso, a cinque anni dal decesso. Tutti si erano dimenticati di lui. La vicenda lascia così sconcertati da far concludere all'autore: "La morale, ognuno se la ricaverà da solo. Buon Natale!". Il terzo racconto è surreale e paradossale: si ipotizza un intervento televisivo a reti unificate - per non scontentare nessuna emittente - di Gesù, che comunica ai telespettatori che il suo messaggio ancora non è entrato nel cuore degli uomini, e la superficialità del circo televisivo va ad aggiungersi alla malvagità che da sempre alberga nei loro animi. Segue una riflessione sulla consuetudine di fare abbuffate per Natale, costume d'altra parte presente nelle tradizioni contadine ancor prima che nel mondo pagano e cristiano: un'illusione di abbondanza e benessere che dura un solo giorno, la vittoria contro la fame, il nemico più antico dell'umanità. Nella Roma antica la festa del cibo coincideva con i Saturnali che si celebravano dal 17 al 23 dicembre e prevedeva anche lo scambio di doni. Il testo di chiusura, intitolato
Maria di Nazareth, storia di una madre, rilegge attraverso le testimonianze dei Vangeli la storia di Maria e si interroga su cosa davvero fece la madre di Gesù dopo la morte del figlio.