Arte
L'Arianna di Guido Reni
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Informazioni

Pinacoteca Nazionale
fino al 22 dicembre 2002
orario: da martedì a domenica 9.00-20.00, chiuso il lunedì
biglietto euro 4,13
informazioni al numero 0514210809

La mostra, curata da Sergio Guarino e Patrizia Masini, espone per la prima volta al pubblico un prezioso frammento di un'opera di Guido Reni, data per persa. Si tratta della grande tela intitolata "Nozze di Bacco e Arianna", dipinta a Bologna alla fine del quarto decennio del Seicento e considerata l'ultima delle grandi fatiche del Reni, non solo per motivi artistici ma pure per lo scopo politico che ne determinò la realizzazione.
Nel 1637 la regina, francese e cattolica, Henrietta Maria di Borbone, moglie del sovrano d'Inghilterra Carlo I Stuart, espresse il desiderio di avere una tela di soggetto mitologico per il soffitto della sua camera da letto nella Queen's House di Greenwich. Il cardinale Francesco Barberini s'incaricò di commissionare il lavoro al Reni, in esso riponendo un certo valore di recupero dei rapporti tra il Vaticano e Londra, quest'ultima allontanatasi ormai dal cattolicesimo. Il Reni eseguì l'opera a Bologna tra il 1638 e il 1640, inviandola immediatamente a Roma. Lo scoppio della guerra civile inglese, però, non permise la spedizione finale. Di lì a poco Carlo I fu decapitato ed Henrietta fu costretta a rifugiarsi in Francia, dove la tela le fu inviata solo nel 1647. Qualche anno più tardi, l'ex regina dovette vendere il dipinto al collezionista Michel Particelli d'Hèmery, per ovviare ai seri problemi finanziari in cui versava la propria famiglia. Le fonti dell'epoca dicono che alla morte del d'Hèmery la sua vedova, scandalizzata dalle figure nude, ordinasse ai suoi servitori di fare a pezzi la tela.
Il ritrovamento di questo frammento, che mostra d'essere stato scomposto secondo un preciso progetto e non per essere distrutto, fa pensare che possano esisterne altri. Sir Denis Mahon ed Andrea Emiliani, scopritori del frammento, credono piuttosto che la vedova del d'Hèmery, ben consapevole del valore artistico ed economico dell'opera, l'abbia fatta scomporre, per poterla vendere con maggiore facilità. Accanto al frammento di recente restaurato, si possono ammirare alcune copie del dipinto originale, nonché talune tavole d'epoca che ritraggono il dipinto.