Informazioni
di Margaret F. Rosenthal e Ann Rosalind Jones
Thames & Hudson
pp. 600, ill.
dollari 125,00
Incontri con l'autore
Mercoledì 18 febbraio 2009 il libro è stato presentato a Harvard da Ann Rosalind Jones, nell'ambito del De Bosis Colloquium in Italian Studies.
Harvard Diary
The Clothing of the Renaissance World. Cesare Vecellio’s “Habiti Antichi et Moderni” di Margaret F. Rosenthal e Ann Rosalind Jones
Gli Habiti antichi e moderni di Cesare Vecellio apparve a Venezia nel 1590 e in edizione ampliata otto anni dopo. Includeva più di cinquecento incisioni a tutta pagina con riproduzioni di vestiti: principalmente veneziani e delle altre città italiane ma anche del resto d’Europa; il libro II passava a documentare quelli dell’Asia, dell’Africa e infine (un’aggiunta del 1598) del Nuovo Mondo. Venezia ancora costituiva uno dei principali centri commerciali e culturali d’Europa: nel 1590 era vivo e operante Tintoretto; nel 1598 vi capitava spesso Galileo, che più tardi ambientò lì, e in quel periodo, il suo Dialogo dei massimi sistemi. Vecellio era un pittore, parente di Tiziano ma di una trentina d’anni più giovane; di lui ci restano ritratti, affreschi di carattere sacro, pale d’altare, in buona parte restaurati in occasione delle celebrazioni del 2001 per il quarto centenario della nascita. Notevoli sono anche le pitture effettuate sul taglio anteriore dei volumi della biblioteca di un nobile bellunese, a conferma della sua attenzione per il libro a stampa. Non fu lui a portare la moda in tipografia: c’era già arrivata da qualche decennio (il primato, dicono gli specialisti, spetta a un introvabile volume dell’incisore Enea Vico, uscito nel 1558); ma fu lui a produrre l’opera di riferimento sull’argomento, e uno dei più bei libri del Rinascimento italiano, l’equivalente per l’abbigliamento di ciò che avevano fatto o stavano facendo Alciati per gli emblemi, Vesalio per il corpo umano, Ripa per l’iconologia, Aldrovandi per la zoologia. È dunque sorprendente che in Italia non si sia mai pensato di pubblicare il volume che in certo modo profetizzava la fortuna di una delle nostre industrie più conosciute e redditizie, quella della moda; l’ultima edizione che riproducesse il testo italiano, nella fattispecie a fronte di quello francese, apparve a Parigi a metà ‘800. Ora due studiose americane, Margaret Rosenthal (University of Southern California) e Ann Rosalind Jones (Smith College), ne hanno pubblicato la traduzione inglese, a conclusione di un lungo lavoro reso possibile da un finanziamento del governo americano. Si tratta, anche per formato, di un libro strenna, impreziosito dalle perfette riproduzioni delle xilografie ma che giustamente conserva nella sua interezza il testo del 1590 (poi ridotto nel 1598). Vecellio infatti non si limitò a mettere insieme i materiali e a fare i disegni da cui furono tratte le incisioni; affiancò a esse lunghe note di commento (una o due pagine ciascuna) in cui forniva informazioni sui materiali utilizzati, i motivi ornamentali e le tecniche di tessitura degli abiti, e anche sulle categorie di persone che li indossavano, le loro tradizioni, gusti, usanze. Insomma non era una raccolta di tavole, solo da guardare o attraverso cui acquisire una competenza tecnica - da parte di un sarto, per esempio. Piuttosto era un libro per fare conversazione a corte e in società, circoli ristretti ed esigenti in cui occorreva (si pensi ai precetti del Cortegiano di Castiglione) mostrare eclettismo, saper parlare un po’ di tutto. Vecellio cataloga gli abiti a seconda del rango, come prescritto dalle leggi suntuarie allora in vigore, ma anche dell’età e stato civile (“donzelle”, “spose non sposate”, “spose sposate”, “vedove”, “donne attempate”) o dell’occasione (“in Sensa”, ossia durante la festa dell’Ascensione, o “la Quaresima”, o “la vernata”, cioè d’inverno). Ci mostra quelli degli ambasciatori e dei cavalieri e quelli di galeotti, becchini (“pizzicamorti”), orfanelle, contadini. Quelli del tempo passato (“troiano antichissimo”, “primo doge di Venezia”, “antiche di cent’anni”) e quelli recenti (“usati in Venezia 1550”, “nobili moderne”). Quelli del Veneto e, come detto, quelli di altre città e paesi, anche lontani e esotici. È interessante rilevare che Vecellio - come del resto aveva fatto Plinio il Vecchio nella grande enciclopedia del mondo classico, la Naturalis historia, ancora molto influente a fine ‘500 - trattava con identica serietà le informazioni derivate da esperienza diretta o da testimoni degni di fede e quelle ricavate, per sua stessa ammissione, da fonti incerte e remote. Il suo scopo insomma non era selezionare e fornire i soli dati attendibili bensì di accumulare tutto ciò che sull’argomento fosse reperibile. Siccome dei monaci del Monte Athos ignorava la forma del cappuccio, non provò a inventarsene uno plausibile: ammise invece la lacuna e nell’incisione mostrò il personaggio di spalle (“frate greco in schena”). Ciò che rende affascinante quest’opera è la tensione, propria della sua epoca e messa in rilievo dal titolo, fra il passato e il presente (l’inizio della questione degli antichi e dei moderni): fra una classicità a cui comunque bisognava ricorrere, sia in quanto cristiani che in quanto veneziani, per legittimare i propri valori e la propria identità, e un’attualità resa affascinante proprio dalla sua instabilità, dal fatto di essere soggetta alla moda. Gli abiti - Vecellio spiega nella sua lettera al lettore - non permettono alcuna certezza, soggetti come sono alla continua volubilità della gente, ai loro capricci. Ottima l’introduzione di Jones e Rosenthal e molto utile, in appendice, il loro glossario dell’abbigliamento (“bracconi”, “dogalina”, “lattuga”, “zimarra”), efficacemente illustrato da riproduzioni di dettagli di quadri dell’epoca.
Riferimenti:
- Cesare Vecellio, 1521c-1601, a cura di Tiziana Conte, Provincia di Belluno, pp. 262, ill., euro 28,82.
- Il vestito e la sua immagine, a cura di Jeannine Guérin Dalle Mese, Provincia di Belluno, pp. 350, ill., euro 20,00.
- Moda e moderno. Dal Medioevo al Rinascimento, a cura di Eugenia Paulicelli, Meltemi, pp. 192, euro 17,00.
- Daniela Calanca, Storia sociale della moda, Bruno Mondadori, pp. 144, euro 11,50.
- Vanni Codeluppi, Dalla corte alla strada. Natura ed evoluzione sociale della moda, Carocci, pp. 144, euro 13,30.
- Baldassarre Castiglione, Il libro del cortegiano, a cura di Nicola Longo, Garzanti, pp. LI-472, euro 9,80.
Altre opere di Jones e Rosenthal:
- Ann Rosalind Jones e Peter Stallybrass, Renaissance Clothing and the Materials of Memory, Cambridge University Press, pp. 384, ill., dollari 47,00.
- Margaret Rosenthal, The Honest Courtesan: Veronica Franco, Citizen and Writer in Sixteenth-Century Venice, University of Chicago Press, pp. 408, dollari 24,00.
Riferimenti:
- Cesare Vecellio, 1521c-1601, a cura di Tiziana Conte, Provincia di Belluno, pp. 262, ill., euro 28,82.
- Il vestito e la sua immagine, a cura di Jeannine Guérin Dalle Mese, Provincia di Belluno, pp. 350, ill., euro 20,00.
- Moda e moderno. Dal Medioevo al Rinascimento, a cura di Eugenia Paulicelli, Meltemi, pp. 192, euro 17,00.
- Daniela Calanca, Storia sociale della moda, Bruno Mondadori, pp. 144, euro 11,50.
- Vanni Codeluppi, Dalla corte alla strada. Natura ed evoluzione sociale della moda, Carocci, pp. 144, euro 13,30.
- Baldassarre Castiglione, Il libro del cortegiano, a cura di Nicola Longo, Garzanti, pp. LI-472, euro 9,80.
Altre opere di Jones e Rosenthal:
- Ann Rosalind Jones e Peter Stallybrass, Renaissance Clothing and the Materials of Memory, Cambridge University Press, pp. 384, ill., dollari 47,00.
- Margaret Rosenthal, The Honest Courtesan: Veronica Franco, Citizen and Writer in Sixteenth-Century Venice, University of Chicago Press, pp. 408, dollari 24,00.
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