Arte
Gaspare Vanvitelli e le origini del vedutismo
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Gaspare Vanvitelli: Piazza del Popolo
Informazioni
Reggia di Caserta
Viale Douhet 
fino al 14 settembre 2003
orari: 9.00-19.30 tutti i giorni (ultimo ingresso 19.00) - chiuso lunedì
biglietto: intero 4,00 euro, ridotto 2,00 euro, fino a 18 anni e oltre i 65 anni ingresso gratuito
telefono 0823 448084

Nel 1966, lo studioso Giuliano Briganti pubblicò una monografia dedicata al pittore Gaspar van Wittel, nato in Olanda ma naturalizzato italiano. Fu l'inizio d'una lenta, progressiva riscoperta di questo pittore, fino agli anni sessanta quasi del tutto ignorato ed oggi considerato all'origine del vedutismo settecentesco; quindi, anticipatore rispetto a pittori più noti e celebrati, primo fra tutti il Canaletto. A questa riscoperta critica non aveva fatto seguito, sino ad oggi, alcuna esposizione artistica. Ora, nella splendida sede del Museo Correr di Venezia, gli studiosi Claudio Strinati, Giandomenico Romanelli, Giuseppe Pavanello, Ludovica Trezzani, Laura Laureati e Fabio Benzi hanno finalmente realizzato una mostra interamente dedicata al Nostro. L'esposizione ha presentato non poche difficoltà, soprattutto considerando la provenienza privata di quasi tutte le opere. Sono oltre cento i dipinti esposti, accompagnati da un cospicuo numero di bozzetti preparatori, che mostrano il meticoloso lavoro dell'artista. 
Gaspar van Wittel nasce nel 1652 ad Amersfoort, vicino Utrecht. Dopo un periodo di attività in patria, all'età di 22 anni si trasferisce a Roma. Dalla capitale pontificia van Wittel si sposta solo per rimanere nella penisola e soggiornare alternativamente a Firenze, Urbino, Venezia, Napoli e Verona. La sua passione per il paesaggio e per la veduta - che, a causa della sua minuziosa cura dei particolari,  gli cagiona ben presto una forte diminuzione della vista - nasce dai primi rilievi fatti sulle sponde del Tevere a Roma e commissionati dall'ingegner Meyer. Allo stesso Meyer, van Wittel deve l'occasione di ritrarre Piazza del Popolo e Piazza San Pietro. Da qui in avanti van Wittel, che italianizza il suo nome in Vanvitelli, mette a punto una tecnica originale, prendendo spunto dai vedutisti e dai cartografi nordici di fine cinquecento, ma allo stesso tempo discostandosene e riuscendo a sintetizzare le architetture monumentali in un tessuto urbano semplice e modesto, con una luce aerea e nitida o cupa e crepuscolare. Egli ottiene codesti risultati anche grazie ad alcuni strumenti già usati dai vedutisti del nord, come la "scatola ottica". L'artista diventa ben presto il vedutista più conteso dalle famiglie nobili di Roma, dagli Odescalchi ai Colonna, dagli Albani agli Ottoboni, così come da numerosi artisti in visita in Italia per il Grand Tour.