Musica
Se l'amore è amore
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Antonello Venditti: Se l'amore è amore
Informazioni
di Antonello Venditti
Edizioni: BMG

Antonello e l'amore, un binomio inscindibile. Sebbene non sia mai stato inchiodato dalle critiche, che in genere si riservano ai cantautori dei sentimenti, l'amore è un ingrediente che non è mai mancato nei lavori del cantautore romano, neanche nei brani risalenti ai "politici" anni Settanta. Questo "Se l'amore è amore", sedici brani dominati dalle parole del cuore, rappresenta l'evoluzione espressiva di Venditti rispetto ai sentimenti. Un po' la sua maturazione umana, potremmo dire, il fedele e profondo racconto delle vicende della sua vita. Ma non solo. Anche la trasformazione universale del modo di sentire l'amore lungo un percorso durato trent'anni. Non ce ne voglia Antonello, ma per chi l'ha amato e seguito in questi anni questa non è forse la scelta migliore dei suoi pezzi. E trovare accostate nello stesso disco autentiche poesie come "Le tue mani su di me", accanto a maldestri tentativi di emozionare come "Che tesoro che sei" lascia l'ascoltatore un po' sconcertato. Lungi da noi il tentativo di valutare il percorso artistico di un intenso cantautore, da molti discusso e criticato ma parte integrante della vicenda personale di almeno un paio di generazioni. I sedici brani, abbandonata la scelta cronologica, sono raccolti casualmente in una scaletta che parte con il "Mitico amore" di "In questo mondo di ladri" e si conclude con la struggente "In qualche parte del mondo" tratto da "Benvenuti in paradiso" del 1991. Snocciolando via via alcuni piccoli capolavori come la "sessantottina" "Una stupida e lurida storia d'amore" che racconta di un amore che sopravvive all'inevitabile "imborghesimento" di una coppia, oppure la sovra citata "Le tue mani su di me", veri e propri versi in musica, passando per "Dimmelo tu cos'è" e "Qui", ultime produzioni di un Venditti poetico. Le altre, da "Ci vorrebbe un amico" a "Notte prima degli esami", da "Ricordati di me" a "Vento selvaggio" sono il frutto, seppur ancora molto vitale, di una virata del cantautore ad una semplicità espressiva, sia nella musica che nei testi, che ha spesso suscitato la nostalgia di quelli che vedono il lui il padre di gioielli come "Modena", "Marta", "Campo de' Fiori" e "Compagno di scuola", solo per citarne alcuni. Prodotto dal fedele Alessandro Colombini questo disco resta comunque un gradevole viaggio nella lunga carriera di Antonello Venditti e offre l'opportunità ai suoi ammiratori più giovani di entrare in contatto con un Antonello troppo spesso dimenticato.