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di Andrea Vitali
Garzanti
pp. 177
Euro 14,60
Libri
Il dottor Lonati legge e rilegge il triste annuncio funebre. E' incredulo. Luciano, suo amico da una vita, era morto improvvisamente, in un’ora al massimo; lo aveva constatato egli stesso, medico curante, la notte del tragico evento quando, chiamato d’urgenza nella notte dalla figlia, si era recato a casa del notaio e lo aveva trovato già morto, stroncato da un infarto. Perché allora avevano fatto riferimento ad una lunga e penosa malattia? Era vero che era malato da tempo - da anni soffriva con il cuore, aveva un'angina, male che, tra l’altro, accomunava i due amici e che però non aveva distolto il notaio dai suoi vizi preferiti: cibo, alcol e belle donne - ma Lonati non gli aveva prestato nessuna "assidua" cura. E poi… come spiegare quel intenso odore di fritto che proveniva dal corpo esanime dell’amico, come se fosse appena tornato da un ristorante dalla pessima aerazione, quando invece la moglie gli aveva assicurato che quella sera aveva cenato a casa con pietanze leggere, come sempre? E quelle tracce di scarpe bagnate lasciate sul corridoio della casa, di chi potevano essere? Ed ancora, come mai le pillole del cuore del notaio (le pasticche di trinitrina) avevano quel sapore così dolciastro? Pur certificando la morte per infarto, il dottor Lonati decide di svolgere delle piccole indagini per scoprire, in nome dell’amicizia, la verità che si cela sotto l’apparente morte naturale del povero Galimberti…
Edito da Garzanti, "Dopo lunga e penosa malattia" è il primo giallo scritto da Andrea Vitali, si tratta della rielaborazione di un racconto pubblicato nel 2001 nella raccolta "L'aria de lago" (Aragno). Autore molto apprezzato nel panorama letterario italiano, lodato dalla critica e amato dal pubblico, tra i più venduti all’estero, Andrea Vitali è un medico scrittore. Oltre ad essere laureato in Medicina, egli esercita in modo attivo la professione di medico di base a Bellano, suo paese natio e di residenza, sul lago di Como, luogo di ambientazione di tutti i suoi romanzi. Vitali scrive tanto (questo è infatti il suo quindicesimo romanzo) e bene (ha vinto numerosi premi, tra cui Premio Grinzane per "Una finestra vistalago" nel 2003, Premio Bancarella con "La figlia del Podestà" nel 2006, Premio Boccaccio e Premio Hemingway nel 2009). A chi gli domanda come riesca a conciliare le due professioni risponde che fare il medico in un piccolo paese gli lascia molto tempo libero da dedicare alla scrittura, aggiungendo che "anche mezz'ora è sufficiente quando si ha in mente cosa scrivere".
La protagonista delle storie di Vitali è sempre la provincia italiana fatta di gente comune. Anche in questo romanzo, un noir di ritmi, cadenze e paesaggi maigrettiani, ci sono tutti i personaggi tipici della nostra provincia: il medico e il notaio con le rispettive famiglie, il farmacista, l’oste. Dopo averla raccontata con toni divertenti e scanzonati, lo sguardo del medico – scrittore si sofferma stavolta impietoso sul lato oscuro di essa, sugli ombrosi sentimenti e segreti che si celano talvolta dietro un’apparente inappuntabile famiglia borghese, descrivendo una cupa realtà in cui l’interesse, il compromesso, la menzogna, la colpa possono avere la meglio sul sentimento dell’amore e il senso della famiglia. Le atmosfere fredde, notturne e piovose delle sponde del lago di Como rafforzano la crepuscolarità del racconto, impregnato dalla prima all’ultima pagina di un’inquietante senso della morte.
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